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"Troppi innocenti nel vortice dei processi, bisogna separare le carriere dei magistrati"

Anche l'Associazione delle vittime chiede di votare Sì

"Troppi innocenti nel vortice dei processi, bisogna separare le carriere dei magistrati"
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Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini sono chiamati alle urne per votare al referendum per la separazione delle carriere. Allo Spazio Esperia di Milano, moderato dal vicedirettore de il Giornale Francesco Maria Del Vigo, si è svolto un incontro del "Comitato Sì Riforma" che ha visto anche la partecipazione dell'Unavi, l'Unione nazionale vittime, associazione nata nel 2017 per sostenere vittime dirette e indirette di reati violenti e a quelle ingiustamente accusate che nella persona del presidente Paola Radaelli è intervenuta "per portare la voce delle vittime, come espressa richiesta di tutti i nostri associati".

L'auspicio era che "la riforma fosse accolta da un consenso plebiscitario", tanto più che "la separazione delle carriere, da non confondersi dalla separazione delle funzioni, era stata un cavallo di battaglia anche dell'opposizione". E quando si voterà, ogni cittadino "dovrà avere la chiara consapevolezza che in un giorno qualunque lui o un suo caro potrà essere, suo malgrado, trascinato nel vortice di un processo".

Sono state portate testimonianze che supportano la necessità di un cambiamento, come la storia di Guido Gianni, l'orafo che, dopo aver subito tre rapine e aver difeso la propria vita e quella della moglie, si è ritrovato condannato per omicidio dopo essere stato scagionato per legittima difesa.

Oppure la storia dei genitori di Rosita Solano, uccisi da un ospite ivoriano del "Cara" di Mineo uscito indebitamente dalla struttura e condannato all'ergastolo. Ma la figlia delle vittime ha sottolineato l'assenza di indagini sulle responsabilità riguardanti la mancata sorveglianza del campo. Ma anche le vicende della strage del tribunale di Milano del 2015 compiuta da Claudio Giardiello, imputato per bancarotta, che ha sparato e ucciso un giudice, il suo ex avvocato e il coimputato.

Sono state tante le testimonianze raccolte e gli spunti di discussione a favore del "Sì" che sono

emersi nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche l'avvocato e consigliere di Regione Lombardia, Chiara Valcepina e l'avvocato Claudio Acampora, presidente dell'Associazione futuro forense.

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