"Non sono tutti uguali". Fratoianni glissa sulla condanna ai totalitarismi

Sollecitato dalla Sardone, il leader di Sinistra Italiana non è riuscito a dissociarsi da tutte le forme di totalitarismo. Ecco cosa ha detto

"Non sono tutti uguali". Fratoianni glissa sulla condanna ai totalitarismi

Cartabianca con Bianca Beringuer ha fatto compagnia al pubblico anche nel giorno della Liberazione. Ieri, il programma di Rai3 è stato regolarmente in diretta e ha inevitabilmente dedicato un lungo blocco alla ricorrenza. Ospiti di Bianca Berlinguer sono stati Edoardo Sylos Labini, Nicola Fratoianni, Gad Lerner e Silvia Sardone, ai quali in un secondo momento si è aggiunto anche Francesco Borgonovo. Le posizioni delle persone presenti, ivi compresa la conduttrice, sono state facilmente immaginabili ma il segretario di Sinistra italiana è stato evidentemente messo in difficoltà dall'intervento dell'europarlamentare e consigliere comunale di Milano della Lega, che gli ha chiesto di dissociarsi da qualunque forma di totalitarismo.

Silvia Sardone, davanti all'ennesima polemica di Fratoianni sull'assenza della parola "antifascismo" dalla lettera di Giorgia Meloni al Corriere della sera, dopo essersi proclamata lei antifascista condannando qualunque forma di dittatura, compresi fascismo e nazismo, ha chiesto al segretario di Sinistra italiana di fare lo stesso, dissociandosi dai regimi comunisti. Cosa che Fratoianni si è fermamente rifiutato di fare, rivendicando che non avrebbe nemmeno firmato, se avesse potuto, la mozione del parlamento europeo alla quale ha fatto riferimento la Sardone sulla condanna di tutti i totalitarismi. Incalzato dal consigliere leghista di Milano ha spiegato che non avrebbe messo il suo nome su quella mozione perché non si possono mettere sullo stesso piano i totalitarismi. Infatti, ha dichiarato: "Io sono contro i totalitarismi, che però non sono stati tutti uguali. Nazismo e comunismo non furono la stessa cosa. Non lo sono stati in questo Paese".

Una giustificazione piuttosto debole da parte di Fratoianni che, per altro, ha glissato davanti all'insistenza di Silvia Sardone sul ruolo e la figura di Stalin, da lui non condannato. Ancora una volta è stato messa in evidenza l'ipocrisia della sinistra italiana tutta, che pretende dagli avversari politici una continua e costante presa di posizione dal totalitarismo di destra, che deve avvenire con le parole che decidono loro, altrimenti non vale.

Per contro, tergiversano e non si sbilanciano sui totalitarismi rossi e non si dissociano da quelle forme dittatoriali. Anche dai social arrivano commenti sconcertati davanti alle parole di Fratoianni, definite come "revisionismo storico".

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