Dopo l'addio di Menardi annunciato ieri sera oggi anche Pontone sceglie di abbandonare il gruppo al Senato e di tornare nel Pdl. Il gruppo verso lo scioglimento. Profonda delusione nel movimento dopo la decisione di Fini di affidare la vicepresidenza a Bocchino. Anche Saia e Baldassarri pronti a salutare. E Rosso, alla Camera, torna nel Pdl. Il presidente della Camera costretto a scrivere al Secolo per cercare di fermare l'emorragia. SONDAGGIO Quanto durerà il Fli? VOTA
Gianfranco Fini
Per la stampa progressista solo la satira sul Cav fa ridere. L'Unità, il Fatto e Repubblica fanno a gara per stroncare la seconda puntata del Festival. Ora c'è attesa per il Benigni salva show
Ad Aversa due sole società gestiscono tutto il marketing del partito. Entrambe sono gestite da amici della persona che ha registrato il marchio del movimento. A spartirsi il business sono sempre gli stessi, tutti militanti molto vicini a Bocchino. Viaggio nella galassia casertana del Fli
Il Terzo polo è già nei guai: il capogruppo a Palazzo Madama Viespoli si dimette contro la linea imposta dal leeader, che ha affidato il partito a Bocchino. Ma gli altri lo rieleggono: "Garantirà il posizionamento nel centrodestra". BLOG L'utima giravolta di Gianfry: parla come Di Pietro di Alberto Taliani
In casa Fli saltano i nervi. Fini non media e fa crollare tutto. Le colombe si rivoltano alla linea dura di Bocchino. Rumor su unavvicinamento di Fli a D'Alema. Viespoli si dimette da capogruppo al Senato, ma il partito lo rielegge. Fini è ridotto a zerbino di Bocchino / Mario Giordano
E' iniziata la resa dei conti finale tra falchi e colombe. In Fli è scoppiata la rivolta dopo la nomina di Bocchino. Viespoli pronto a lasciare il proprio incarico: "Squilibri nei rapporti"
Il vice presidente di Fli: "Scontro istituzionale gravissimo". Poi chiede al premier di "recarsi dai magistrati o fare un passo indietro indicando una persona tipo Letta o Tremonti. Poi il voto"
Il leader Fli provoca il premier ("dimettiamoci entrambi") e tenta di rompere l’asse con Bossi: "Sì al federalismo, alle urne nel 2012". Guerriglia fra colonnelli al congresso di Rho per i ruoli di vertice, poi il diktat di Fini: Bocchino leader, Menia vice. Un mix di falchi e colombe
Il presidente della Camera cavalca l'antiberlusconismo e difende le indagini dei pm nel caso Ruby: "L'Italia è diventata lo zimbello di tutto l'Occidente". Poi invita il premier a rimettersi alle indagini dei pm: "Non si può richiamare la sovranità popolare e considerarsi al di sopra della legge". Accuse al Pdl: "Il declino del berlusconismo travolgerà il centrodestra". Ma è assordante il silenzio sulla casa di Montecarlo...
Dopo intense trattative, l'organigramma del nuovo partito di Fini sembra pronto: Bocchino sarà vicepresidente, Della Vedova capogruppo alla Camera, Menia coordinatore nazionale. Ma Urso e Viespoli non ci stanno: è rottura