Il presidente del Consiglio interviene, e chiude, la polemica sul disegno di legge per parificare i partigiani con i repubblichini della Rsi. Il segretario del Pd Franceschini ieri ha chiesto al premier di ritirarlo dopo il suo intervento a Onna sulla Resistenza. Il premier: ci sono le condizioni per superare il passato. Il discorso del presidente del Consiglio per il 25 aprile: "La festa della Liberazione è la festa della libertà"
Silvio Berlusconi
Il premier a Onna: "Viva il 25 aprile, la festa di tutti gli italiani, festa che deve diventare di libertà. La Resistenza, come il Risorgimento è un valore fondante" (guarda le foto). In mattinata il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio hanno celebrato la Liberazione a Roma, al Milite Ignoto (guarda le foto). Berlusconi: "Pietà anche per i repubblichini". Stop di Franceschini. Napolitano: "Pietà per tutti"
Il premier in Abruzzo per celebrare la Liberazione: "Sia finalmente il giorno di tutti gli italiani che amano la libertà". Il nuovo corso contagia la destra, da Alemanno ai ministri La Russa e Ronchi
Via libera al dl per l’Abruzzo da 8 miliardi: 6,5 per ricostruire, 1,5 per le emergenze. Le nuove case saranno 13mila. No ad altre tasse. Approvata l'idea del premier di spostare il vertice tra i Grandi
Il premier al mattino all'Altare della Patria quindi sarà a Onna, il paese dell'Aquilano maggiormente colpito dal terremoto e teatro di una strage nazista. E il presidente della Repubblica chiede unità. Orlando (Pd): "Anche Franceschini ci sarà. E il nostro segretario lo aveva già stabilito". Il leader dell'Idv non ci sta: "Della Liberazione non gli interessa nulla"
Il premier scioglie le riserve. Sabato scenderà in piazza per commemorare la festa di Liberazione. Dovrebbe partecipare alla commemorazione a Roma: Altare della Patria e cimitero alleato di Nettuno. Franceschini: "Meglio tardi che mai". Referendum: con tutta probabilità si voteràil21 giugno
Il segretario del Pd e il leader dell'Idv da giorni non se le mandano a dire. Al centro dello scontro la decisione dei Democratici di non candidare i big del partito, scelta opposta a quella di tutte le altre forze politiche.