Un tram della linea 9 è deragliato a Milano, schiantandosi contro un edificio. Due i morti e 49 i feriti. Il conducente del mezzo ha detto ad alcuno colleghi di essersi sentito male
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Un tram della linea 9 è deragliato a Milano, schiantandosi contro un edificio. Due i morti e 49 i feriti. Il conducente del mezzo ha detto ad alcuno colleghi di essersi sentito male
Il racconto della nostra inviata dal luogo dell'incidente a Milano
Sangue blu sul parquet di Firenze. Dieci colpi alla testa. Un mistero lungo quasi trent’anni.Il 16 gennaio 1997 il conte Alvise di Robilant viene trovato massacrato in casa. Nessun segno di scasso. Ha aperto lui la porta. Era in vestaglia, nudo sotto. Poco prima un incontro intimo. Due bicchieri senza impronte, una bottiglia portata dall’ospite.Oggetti sparsi ma valori intatti. Un dipinto sfregiato. Un computer distrutto. Un’arma mai trovata. E una coperta sul volto, gesto che parla di rabbia e conoscenza.Non una rapina. Qualcosa di personale. E un personal trainer mai rintracciato.Chi sa davvero cosa è successo quella sera?
Tarocchi, campi rom, gioielli da ripulire. Poi un abito rosso e un corpo strangolato gettato tra i rifiuti sotto un viadotto di Torino. Il 15 settembre 1991 così viene trovata Franca Demichela. Una sola scarpa al piede. Borsetta e documenti spariti. Il medico legale dice che è stata uccisa altrove e poi portata lì. Testimoni la vedono la sera prima su un’auto scura con tre giovani. L’auto verrà ritrovata ripulita. Il marito, Giorgio Capra, finisce in carcere 18 giorni e poi viene ritenuto estraneo. Gioielli della donna compaiono nella sua auto. Una testimone lo accusa e poi ritratta. Nel 2024 la richiesta di archiviazione. Reperti troppo degradati. Nessuna verità. È online la video analisi investigativa di Alessandro Politi su questo delitto irrisolto.
Il corteo per Askatasuna visto dalla stazione di Porta Susa a Torino
Un medico trovato morto come un tossicodipendente, ma senza alcuna dipendenza. Una scena che non regge. Una verità che fa paura. Attilio Manca non è morto per overdose. Secondo familiari, consulenti e collaboratori di giustizia, sarebbe stato ucciso perché avrebbe incrociato uno dei segreti più protetti di Cosa Nostra: la latitanza di Bernardo Provenzano e la rete di protezioni che lo ha coperto per 43 anni, tra mafia, apparati deviati e pezzi dello Stato. Iniezioni incompatibili con l’autosomministrazione, siringhe senza impronte, segni di violenza, telefonate misteriose, intercettazioni, testimonianze di killer e pentiti, fino alla pista francese e all’intervento chirurgico al boss. Un quadro che per la magistratura resta un “suicidio”, ma che presenta dieci anomalie investigative pesantissime. Attilio Manca sarebbe stato eliminato perché aveva visto troppo. È ora online la video analisi investigativa completa di Alessandro Politi.
L'uomo è riuscito a scappare per 27 ore su treni e bus prima di essere catturato nel bresciano
I video delle telecamere di sorveglianza registrati poco prima dell'omicidio del capotreno alla stazione di Bologna
A Parigi, sotto una gru alta come un palazzo di 15 piani, viene trovato il corpo di un ragazzo di 18 anni. Le autorità archiviano tutto con una parola sola: suicidio. Ma quello che emerge scavando nella sua storia assomiglia molto di più a un enigma.Si chiamava Alessio Vinci. Genio della matematica, studente di Ingegneria aerospaziale, nessun segnale di disperazione. Parte da Torino di nascosto, mente al nonno sul luogo in cui si trova, dorme in un hotel di lusso e lascia sul computer un messaggio cifrato che chiede di essere reso pubblico. Codici mai spiegati, porte della stanza aperte quando lui non c’è, oggetti che spariscono, un telefono intatto dopo un volo di 50 metri.Suicidio o messa in scena? La video analisi investigativa di Alessandro Politi sul caso Alessio Vinci è ora online.
Non è un caso irrisolto qualsiasi. È un femminicidio rimasto senza nome. Caterina Capuano ha 29 anni, lavora in un’azienda tessile. La notte del 16 settembre 1999, alle porte di Barletta, viene massacrata: coltellate, colpi al volto, poi il corpo travolto da un’auto. All’inizio si parla di incidente. L’autopsia smentisce tutto. È violenza pura. L’ultima frase detta alla madre è “mamma, arrivo subito”. Non arriverà mai. Quella notte Caterina viene vista vicino alla stazione dei treni con un uomo e una Golf nera. Un incontro teso, poi il buio. Un altro uomo, lontano, ha un alibi. Intanto qualcuno sente urla nei campi e una telefonata rassicurante arriva a casa della madre. Era davvero lei? Poche ore prima un’amica nota lividi sulle sue braccia. L’ex fidanzato, violento e possessivo a detta della vittima, torna a farsi sentire. Il giorno dopo la sua auto viene lavata con candeggina, dentro e fuori. Ma gli investigatori non trovano niente di concreto. 26 anni dopo non c’è un colpevole. La famiglia chiede da anni la verità. Le nuove analisi genetiche potrebbero parlare dove prima c’era solo silenzio