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Una giovane milanese scompare in una sera d’estate. In casa rimangono i soldi per la vacanza, una tazzina di caffè bevuta a metà e una sveglia puntata per il mattino dopo. Tutto dice che Gabriella Bisi sarebbe dovuta tornare. Invece non tornerà mai. È il 2 agosto 1987. Gabriella ha 35 anni, vive tra Milano e Rapallo, ed è in Liguria per il weekend. Deve andare a cena con le amiche, ma prima vuole passare da casa, cambiarsi e prendere la macchina. A quell’appuntamento non arriverà. Undici giorni dopo, il suo corpo viene trovato tra i rovi, in un luogo isolato, dopo una telefonata anonima ricevuta dalla polizia. La scena è brutale: il corpo è devastato dal caldo, dalla decomposizione e dagli animali selvatici. Secondo le ricostruzioni, potrebbe essere stata uccisa dopo un momento di fiducia, forse addirittura dopo essere stata sottoposta a una violenza lenta e feroce. Ma il mistero non finisce lì. Gli amici arrivarono perfino a raccogliere una taglia da 30 milioni di lire per chiunque potesse fornire indizi utili. Non bastò. Nessuno parlò. Nessuno portò alla verità. Nel 2025, quasi quarant’anni dopo, una lettera anonima ha riacceso le domande su uno dei cold case più inquietanti della Liguria. L’analisi investigativa su questo cold case è adesso online, curata dal giornalista investigativo Alessandro Politi, professore a contratto per l’Università degli Studi di Milano e per l’Università degli Studi dell’Insubria.

Alessandro Politi
Estate di sangue sulla costa ligure

Lamin Saidilly ha colpito un 55enne, con oltre venti coltellate, sabato mattina davanti a un bar di Milano. L'avvocato del giovane, al termine dell'interrogatorio di garanzia a San Vittore: "Molto scosso". Inquirenti e investigatori stanno accertando per quanto tempo sia stato detenuto in Gran Bretagna e se per una rapina o per un gesto simile a quello dell'altro ieri

Redazione web
Terrore a Milano, l'accoltellatore era già stato in carcere in Inghilterra. Nessuna risposta al gip. Il legale: "Non ricorda nulla"
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