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Se domani l’Italia ricevesse un attacco sarebbe in grado di difendersi? Questa è la domanda che bisogna porsi secondo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e “se la risposa è no, allora bisogna agire”. Crosetto lo ha detto oggi nelle sue comunicazioni alle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera dei deputati e del Senato. “Il tempo in cui rispondere è una risposta politica, ma la necessità di rispondere a un attacco non è una risposta politica”, ha spiegato il ministro. Crosetto ha fatto presente che altri Paesi “agiscono come se la guerra fosse alle porte”, e che “bisogna prevedere anche scenari negativi”. “Nessuno può pensare di costruire la difesa di un Paese prevedendo scenari bucolici”, ha affermato Crosetto. “La pace è un equilibrio” e l’obiettivo ideale è il disarmo, ma da tutte le parti: “Se una delle due parti è armatissima e si arma sempre di più, la pace è più difficile da mantenere ed è il dramma dei tempi in cui viviamo”, ha affermato il ministro. Camera (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Crosetto: "C'è chi si prepara alla guerra, dobbiamo sapere se l'Italia riuscirebbe a difendersi"

“La sala nella quale mi trovo qui a Palazzo Chigi e che vi ho già mostrato in passato raccoglie le immagini di tutti i presidenti del Consiglio d’Italia. Alcuni di quelli che vedete qui dietro di me sono quello che hanno avuto l’onore di guidare questa nazione durante l’Italia repubblicana. Pochissimi di questi uomini sono rimasti al Governo per oltre due anni. Nessuno di loro è arrivato alla fine della legislatura con lo stesso Governo. Significa che in Italia i governi si sono succeduti senza nella maggior parte dei casi avere il tempo di avanti una qualsiasi strategia definita o concreta e l’Italia lo ha pagato, perchè la stabilità è fondamentale per dare alla nazione una visione, un’autorevolezza, una centralità internazionale, una politica che costruisca per il futuro invece che limitarsi ad accaparrare consenso facile nel presente. Ecco perchè la riforma del premierato, che intanto procede in Parlamento, la considero fondamentale per l’Italia”.Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video su X. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: "Premierato fondamentale per Italia più stabile e forte"

Giorgia Meloni arriva all’Eliseo per prendere parte al vertice dei 31 Paesi che partecipano alla coalizione dei volenterosi per l'Ucraina, nata su sollecitazione del presidente francese Emmanuel Macron e del premier britannico Keir Starmer. Prima dell’inizio del summit, nel palazzo della presidenza della Repubblica francese, la premier italiana ha avuto un breve colloquio con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Adalberto Signore
Giorgia Meloni arriva all’Eliseo

La premier Giorgia Mloni all'evento del Masaf, Agricoltura È a Piazza della Repubblica a Roma. Al suo arrivo, l'appplauso del pubblico e il saluto della PResidnete ai fotografi: "Buonasera a tutti", accompagnato dal gesto dell'ok con il pollice. (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni arriva ad "Agricoltura È", l'applauso del pubblico per la premier

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ci ha definiti parassiti, perché gli americani si fanno carico della difesa delle rotte marittime nel Mar Rosso che interessano poco a loro, ma interessano molto all'Europa, che invece su quel lo scacchiere non interviene. La definizione parassiti, oltre a essere insolente, è anche ingiusta e serve soltanto come base per la politica dei dazi da parte del presidente americano.

Augusto Minzolini
Cosa sarebbero gli Stati Uniti se non ci fosse l'Europa
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