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"L’uomo è stato catturato. Sono entrati nel suo appartamento, credo viva in California, ed è una persona malata, una persona molto malata. E non vogliamo che accadano cose del genere", così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conferenza stampa dopo l'attentato a Washington. Courtesy: Casa Bianca Fonta: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev (Alexander Jakhnagiev)

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Trump dopo l'attentato: Il sospetto è stato catturato, è una persona malata

"Non è un edificio particolarmente sicuro e... non volevo dirlo, ma questo è il motivo per cui dobbiamo avere tutti gli attributi di ciò che stiamo pianificando alla Casa Bianca. In realtà è una stanza più grande ed è molto più sicura. È a prova di droni, ha vetri antiproiettile... abbiamo bisogno della sala da ballo, ecco perché i Servizi Segreti, ecco perché i militari la stanno richiedendo", così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conferenza stampa dopo l'attentato a Washington. Courtesy: Casa Bianca Fonta: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev (Alexander Jakhnagiev)

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Trump: Attentato dimostra che la Casa Bianca non è sicura, abbiamo bisogno della ballroom

"Un agente è stato colpito, ma è stato salvato dal fatto che indossava, ovviamente, un ottimo giubbotto antiproiettile. Gli hanno sparato da una distanza molto ravvicinata con un'arma molto potente, e il giubbotto ha fatto il suo dovere. Ho appena parlato con l'agente e sta andando alla grande, è in ottima forma", così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conferenza stampa dopo l'attentato a Washington. Courtesy: Casa Bianca Fonta: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev (Alexander Jakhnagiev)

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Trump dopo attentato: Un ufficiale ferito al torace e salvo grazie al giubbotto

Lo scrittore, figlio di una donna internata dagli italiani in un campo di concentramento libico, accusa: "Gli italiani che tacciono dopo i fatti di ieri, 25 aprile, fanno come gli struzzi dimenticando che l’antisemitismo in Italia è stato solo di poco inferiore a quello che c’è stato in Germania"

Francesco Curridori
"Il 25 aprile tradito". Il j’accuse del saggista ebreo Roger Abravanel

Il Qatar non consegnerà all’Italia entro la metà di giugno dieci spedizioni di gas naturale liquefatto. Tutti gli incontri di Giorgia Meloni per provare a ricucire

Vittorio Macioce
Così Meloni porta avanti l'agenda Draghi

(LaPresse) - “Siamo qui perché la nostra repubblica è antifascista e fondata sulla Resistenza, il fascismo come tutte le ideologie suprematiste e razziste non devono avere diritto di cittadinanza. Non bisogna lasciare nessuno spazio ai neofascisti e a chi cerca di legittimare queste ideologie, non dovrebbero avere diritto di esistere in un paese che si definisce civile. Mi fa rabbia il tentativo di riscrivere la storia e legittimare ideologie che hanno promosso rastrellamenti, deportazioni e genocidi. C’è una sorta di normalizzazione anche colpa di questo governo post fascista”. Lo ha detto a margine del presidio antifascista a Dongo, l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, dopo che in mattinata una cinquantina di nostalgici hanno commemorato i gerarchi fascisti fucilati nel paese lariano dal Cnl il 28 aprile 1945.

Redazione web
Ilaria Salis a Dongo contro commemorazione fascisti: "Non bisogna dare spazio a chi legittima queste ideologie"

(LaPresse) - Una cinquantina di militanti neofascisti a Dongo, in provincia di Como, ha commemorato domenica mattina con la chiamata del presentatore seguita dai saluti romani, i quindici gerarchi fascisti che in fuga con Mussolini verso la Svizzera, furono catturati e fucilati ottantuno anni fa a Dongo dai partigiani guidati da Walter Audisio, il 28 aprile 1945. Sul parapetto affacciato sul lago di Como i partecipanti hanno prima deposto i fiori, quindi, disposti in più file, hanno effettuato il rito del presente accompagnandolo con il saluto a braccio teso. Nella vicina piazza Giulio Paracchini, separati da un imponente schieramento delle forze dell’ordine, diverse centinaia di antifascisti hanno preso parte alla contromanifestazione promossa dall’Anpi, intonando “Bella Ciao” durante la cerimonia. Al termine della commemorazione sono stati lanciati dai contestatori in presidio alcuni gavettoni contenenti sterco. “Il saluto fasciata è anticostituzionale”, hanno detto due antifascisti a Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti, il quale a sua volta ha replicato: “Prendo la denuncia e me ne vanto. Sono medaglie”.

Redazione web
Saluti romani a Dongo, antifascisti lanciano palloncini con sterco
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