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“L'Italia e la Turchia sono eredi di civiltà millenarie legate oggi da un rapporto solidissimo. La cooperazione culturale è un pilastro delle nostre relazioni, come dimostra la splendida mostra dedicata al legame tra Troia e Roma che inauguriamo oggi al Colosseo. Con il Ministro Ersoy lavoriamo a tante altre iniziative per valorizzare insieme la ricchezza dei rispettivi patrimoni culturali e sostenere le industrie culturali e creative delle due Nazioni”, lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al termine dell'incontro al Collegio romano con il Ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia, Mehmet Nuri Ersoy. Nel corso del colloquio, i due Ministri hanno fatto il punto sulla cooperazione culturale tra Italia e Turchia ad un anno dal Vertice intergovernativo di Roma. Particolare attenzione è stata dedicata alla collaborazione nel settore archeologico, ambito nel quale Italia e Turchia vantano straordinari patrimoni e una consolidata tradizione di lavoro comune. I due Ministri hanno concordato di rafforzare i programmi congiunti, con l’obiettivo di valorizzare la comune identità mediterranea e di promuovere una gestione e fruizione sostenibile dei siti. In questo ambito, l’Istituto Centrale di Archeologia collaborerà con le competenti autorità turche in un innovativo progetto congiunto di conservazione e valorizzazione archeologica del sito archeologico di Elaiussa Sebaste, importante centro portuale della Cilicia in epoca romana e bizantina. Al centro del confronto anche il contrasto al traffico illecito di beni culturali. Al termine dell'incontro, il Ministro Giuli e il Ministro Ersoy hanno inaugurato al Parco archeologico del Colosseo la mostra “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico”, frutto della collaborazione tra i due Ministeri. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Giuli incontra Ministro Cultura e Turismo turco Mehmet Nury Ersoy: Cultura pilastro nostre relazioni

È interessante misurare, mediante un dato di Instagram, quanto gli utenti in rete abbiano condiviso le parole del deputato pentastellato Francesco Silvestri e la replica della premier Giorgia Meloni

Domenico Giordano
Il valore di un paio di ginocchiere

"Che è il motivo, però, per il quale, permettetemi, e non è un tema da campagna elettorale, credo anche che quando la politica quelle sintesi le trova, e poi quelle sintesi vadano rispettate. Che cos'è che non funziona nelle istituzioni europee? Non funziona che noi passiamo le nottate per trovare una soluzione a un problema, troviamo la soluzione a quel problema e poi non si dà seguito a quella soluzione perché in altri uffici altra gente, che non deve rendere conto a nessuno, decide che ha un'altra agenda! Questo non si può fare! Questo non si può fare! Ma non è che non si può fare perché al governo c'è il centrodestra, non si può fare perché, viva Dio, io pretendo che la politica torni al centro delle decisioni! E vale per me, e vale per ciascuno di voi, ovviamente! Vale per chiunque, è una battaglia che dovremmo e che dovremmo condurre insieme, che spero che condurremo insieme. E guardate che se domani non dovessi più, non dovessimo più esserci noi al governo e doveste esserci voi, mi troverete, ci troverete sulla stessa identica posizione quando si tratterà di affrontare questa questione", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: Politica torni al centro, inaccettabile che altri burocrati in Ue cambino nostre decisioni

"Senatore Calenda, lo scenario drammatico, oggettivamente, che lei disegna non è purtroppo impensabile. Io penso sia uno scenario che dobbiamo anche considerare, quello delle grandi potenze, no, che in qualche maniera si organizzano tra di loro e sono anche qui disponibile a farlo. Poi non sono d'accordo con la risposta che lei dà, nel senso che io continuo a pensare che il superamento dell'unanimità nel Consiglio europeo, nelle istituzioni europee non sia la panacea di tutti i mali. Penso che il superamento dell'unanimità e l'imposizione di un sistema che va a maggioranza disegnerebbe un'Europa che esclude e impone, e io penso che noi abbiamo bisogno di qualcosa di diametralmente opposto, noi abbiamo bisogno di un'Europa che aggreghi, che avvicini, che trovi delle sintesi", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni su abolizione unanimità Ue: Voto a maggioranza creerebbe un'Europa che esclude e impone

"Ci sono paesi che, piuttosto di, come si dice, arruolare militari, stanno formando ragazzini che sono abituati a giocare con le PlayStation e stanno formando quei ragazzini per far loro pilotare un drone a distanza in una possibile guerra", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: Ci sono paesi che formano i ragazzini che giocano alla PlayStation per pilotare droni

"Esattamente come penso che manchi un altro pezzo di questo dibattito, l'ho detto anche questa mattina alla Camera, lo porteremo di nuovo al vertice delle Nazioni Unite, perché il punto non è solamente quanto si spende in difesa, il punto è per che cosa si spende. Cioè, noi abbiamo visto come le cose intorno a noi sono tremendamente cambiate, no? Anche quando le guerre si combattono. Oggi noi abbiamo in Ucraina, lo dicevo questa mattina lo ripeto, un fronte bloccato da molto tempo, c'è una linea del fronte piena di droni da una parte e dall'altra, niente si muove per questo. E abbiamo visto dei carri armati che costano milioni di euro distrutti da droni che costavano mediamente 20.000 euro. Se noi non abbiamo apriamo questo dibattito su quanto oggi sia più letale un satellite rispetto un satellite ben posizionato rispetto a un carro armato ben posizionato, a una portaerei ben posizionata, quanto i dati siano più vadano difesi in maniera strategica, penso e temo che, indipendentemente da quanto spendiamo come Occidente, non riusciremo a difendere adeguatamente nel futuro le nostre società.", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: Carri armati da milioni di euro distrutti da droni da 20mila euro, Occidente cambi strategia

Visto che al sessista Silvestri non piacciono, all'evidenza, le donne libere e forti, gli suggeriamo di proporre agli amici islamisti dei 5 Stelle le ginocchiere a rotelle, così li rispediamo tutti a Teheran, nel mondo che la sinistra progressista ci dipinge come il paradiso dei diritti. Certo, al netto delle donne picchiate e sottomesse e dei gay impiccati

Tommaso Cerno
Al sessista Silvestri proponiamo le ginocchiere a rotelle, così va a Teheran con i suoi amici islamisti
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