La seduta si è potuta aprire dopo il terzo rinvio, quando si è formata la maggioranza legale per poter procedere con la votazione
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La seduta si è potuta aprire dopo il terzo rinvio, quando si è formata la maggioranza legale per poter procedere con la votazione
"Però mi chiedo, collega Boldrini, sempre per il tramite della presidenza, se sia davvero questo il punto del rispetto delle donne o se il punto delle rispetto delle donne sia piuttosto quello di ascoltare un collega che non mi invita a indossare delle ginocchiere, mi dice che ho indossato delle ginocchiere. Collega Silvestri! Quello che voi non riuscite ad accettare è che c'è una persona che, senza mai indossare delle ginocchiere, è arrivata dove è arrivata! Senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie! È questo che vi dà fastidio! Vi dà fastidio che la prima donna Presidente del Consiglio in Italia sia arrivata dalla destra, perché voi non siete stati capaci a proporla", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Camera (Alexander Jakhnagiev)
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"Guardate, mi pareva che almeno una cosa fosse chiara, arrivati a questo punto: quando ho qualcosa da dire, io la dico! Non è che faccio queste cose alla Nanni Moretti, no? 'Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente?'. Io non sono abituata a lavorare così, quando ho qualcosa da dire io prendo e la dico! Non so se voi eravate abituati, se altri erano abituati a questi atteggiamenti infantili, ma io penso che una grande nazione come l'Italia non debba avere atteggiamenti infantili. E non avrebbe avuto alcun senso che io facessi pagare a chi che sia qualsiasi cosa ai Balcani, cioè a Paesi che sono nostri amici, a Paesi sui quali la tradizione politica della politica estera italiana ha dedicato moltissimo tempo, moltissime energie", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Camera (Alexander Jakhnagiev)
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"Collega Pozzolo, dunque, mi dispiace francamente che abbia cambiato idea sul tema dell'interesse nazionale, perché quello che stiamo facendo noi a tutela dell'interesse nazionale è quello che c'è scritto nel nostro programma, programma per realizzare il quale lei e altri siete stati eletti all'interno delle fila del centrodestra in questo Parlamento. Ciò nonostante ciò nonostante, per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme collega Schlein, collega Conte, collega Renzi e compagnia. Votare contro la fiducia a un governo, scusate, votare contro la fiducia a un governo, per chi ci ascolta, significa votare per mandare a casa quel governo. Esatto, bene. Io penso, collega, che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l'interesse nazionale e quindi, di grazia, non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Sono, in sostanza, colleghi, lontani i tempi in cui l'Italia, per avere maggiore flessibilità di bilancio, doveva dirsi disponibile a ricevere più immigrati illegali sul suo territorio. Quelli erano altri tempi. Oggi c'è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità proprio mentre può vantare una riduzione dell'80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle sue coste.", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"È per questo che continuiamo a sostenere l'importanza dei biocombustibili come vettore energetico di transizione. È per questo che, udite udite, con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Eh lo so, lo so, lo so, può dare fastidio. Peraltro, ricordo che lunedì scorso la Commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi di aiuti di Stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Anche in questo caso ho ascoltato polemiche surreali basate su affermazioni infondate, come accade spesso quando gli argomenti scarseggiano. La posizione del nostro governo su alcune misure del Green- del Green Deal, e ci tornerò, è nota e non è mutata, ma al contrario di chi guarda alle politiche energetiche con la lente dell'ideologia, il nostro governo è impegnato nella realizzazione di un mix energetico nazionale utile agli interessi dei cittadini e delle imprese. È per questo che abbiamo varato un disegno di legge delega sull'energia nucleare, che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio e lungo periodo. È per questo che continuiamo a sostenere l'importanza dei biocombustibili come vettore energetico di transizione. È per questo che, udite udite, con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Sosteniamo, insomma, l'approccio, le iniziative volte a rafforzare la sicurezza e la difesa del continente. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, a fare quello che è necessario per proteggere l'Italia e i suoi cittadini, a partire dal tema della sicurezza. E lo ribadiremo al vertice NATO, dove l'Italia si presenterà con una percentuale del 2,8% del proprio prodotto interno lordo investito in difesa e sicurezza, segnando un aumento dello 0,71 che è garantito, però, soprattutto alle spese legate alla sicurezza sul territorio", così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per le Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Camera (Alexander Jakhnagiev)