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"E' un grande onore darvi il benvenuto allo United States Institute of Peace per la riunione inaugurale del Board of Peace. È qualcosa di molto importante. Credo che sia il consiglio più rilevante, certamente in termini di potere e di prestigio. Non c’è mai stato nulla di simile, perché qui ci sono i più grandi leader mondiali. Quasi tutti hanno accettato di partecipare e anche quelli che ancora non l’hanno fatto lo faranno. Alcuni stanno cercando di fare i furbi, ma non funziona. Con me non si può fare i furbi. Però stanno giocando un po’, ma alla fine aderiranno tutti. La maggior parte lo ha fatto immediatamente. Qualcuno, in realtà, non lo vorremmo nemmeno perché crea problemi. Ci penseremo. Questo è il consiglio più prestigioso mai messo insieme. Ho visto grandi consigli di amministrazione aziendali, ho visto grandi consigli in generale, ma al confronto questo li supera di gran lunga, perché praticamente tutti sono capi di Stato" così il Presidente Trump nel discorso inaugurale del Board of Peace a Washington. Courtesy: X (Alexander Jakhnagiev)

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Board of Peace, Trump: "C'è qualcuno che vuol fare il furbo ma con me non funziona"

"È una giornata importante e ci sono moltissime persone che ci seguono, soprattutto da altri Paesi, i cui leader, come sapete, fanno parte di questo grande gruppo. E quelli che non sono qui ci stanno seguendo su Zoom. Spero che apprezzino. Ringraziamo anche la stampa, lo apprezziamo molto, siete stati molto rispettosi nei confronti di ciò che stiamo facendo. Quello che stiamo facendo è molto semplice: la pace. Si chiama Board of Peace ed è tutto racchiuso in una parola facile da pronunciare, ma difficile da realizzare" così il presidente degli Stati Uniti ha aperto i lavori del Board of Peace a Washington. (Alexander Jakhnagiev)

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Trump apre Board of Peace: "Pace, parola semplice, ma difficile da mettere in pratica"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump apre la prima riunione del Board of Peace per Gaza. L’Italia partecipa come Paese osservatore con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in diretta da Washington. (Alexander Jakhnagiev)

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Apertura dei lavori del Board of Peace for Gaza a Washington, immagini

"Andrò io a Washington a rappresentare l'Italia come osservatrice a questa prima riunione del Board of Peace, per essere presenti nel momento in cui si parla e si prendono le decisioni per la ricostruzione di Gaza, sul futuro della Palestina. L'Italia è sempre stata protagonista nell'area del Mediterraneo. Non possiamo non essere parte di una strategia che dovrà vederci ancora in prima linea. Noi dobbiamo, continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto per la costruzione della pace e della stabilità dell'intera area del Medioriente. Una scelta politica che rispetta la Costituzione della Repubblica" così il Ministro Tajani al suo arrivo a Tirana. (Alexander Jakhnagiev)

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Board of Peace, Tajani: "Andrò io a Washington a rappresentare l'Italia come osservatore"

"Stiamo preparando un nuovo pacchetto di sanzioni contro cittadini russi che lavorano per la guerra e mettono lo sport al servizio del conflitto. I documenti sono già pronti. Questo pacchetto di sanzioni ucraino deve essere un segnale per il resto del mondo, un segnale che non si può semplicemente chiudere gli occhi davanti al sostegno all’aggressione, mentre agli ucraini viene persino vietato di ricordare le vittime dell’aggressione russa. Questo è senza dubbio un arretramento globale rispetto alla giustizia. Noi ristabilirermo la giustizia. Il decreto sulle sanzioni arriverà a breve" così il Presidente dell'Ucraina Zelensky in un video sui suoi social. Courtesy: Telegram Zelensky (Alexander Jakhnagiev)

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Zelensky: Sanzioni contro cittadini russi che lavorano per la guerra e usano anche lo sport

"Per cinque secoli, fino alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Occidente era stato in espansione: missionari, pellegrini, soldati ed esploratori si riversavano dalle sue coste per attraversare gli oceani, colonizzare nuovi continenti e costruire vasti imperi estesi in tutto il globo. Ma nel 1945, per la prima volta dall’epoca di Colombo, iniziò a contrarsi. L’Europa era in rovina. Metà di essa viveva dietro una Cortina di ferro e il resto sembrava destinato a seguirla presto. I grandi imperi occidentali erano entrati in una fase di declino terminale, accelerata da rivoluzioni comuniste atee e da rivolte anticoloniali che avrebbero trasformato il mondo e steso il martello e la falce rossi su ampie porzioni della mappa negli anni a venire. In quel contesto, come oggi, molti arrivarono a credere che l’epoca del dominio occidentale fosse finita e che il nostro futuro fosse destinato a essere un’eco debole e sbiadita del passato. Ma insieme i nostri predecessori capirono che il declino era una scelta, ed era una scelta che si rifiutarono di fare. Questo è ciò che facemmo insieme una volta, ed è ciò che il presidente Trump e gli Stati Uniti vogliono fare di nuovo oggi, insieme a voi. Per questo non vogliamo alleati deboli, perché la loro debolezza rende più deboli anche noi. Vogliamo alleati in grado di difendersi, affinché nessun avversario sia mai tentato di mettere alla prova la nostra forza collettiva. Per questo non vogliamo alleati incatenati dal senso di colpa e dalla vergogna. Vogliamo alleati orgogliosi della propria cultura e della propria eredità, consapevoli di essere eredi della stessa grande e nobile civiltà e, insieme a noi, pronti e capaci di difenderla. Ed è per questo che non vogliamo alleati che razionalizzino uno status quo fallimentare invece di confrontarsi con ciò che è necessario per correggerlo. Perché noi, in America, non abbiamo alcun interesse a essere i cortesi e ordinati custodi di un declino gestito dell’Occidente" così Marco Antonio, segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, intervenendo al veritce Ue sulla sicurezza a Monaco. Courtesy: X (Alexander Jakhnagiev)

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Rubio: "Non vogliamo alleati deboli perché indebolirebbero anche noi"

"Alle nostre grandi Forze Armate degli Stati Uniti, stanziate in tutto il mondo, invio un messaggio colmo di nostalgia: buon San Valentino" così la First Lady Melania Trump, intervenendo a Fort Bragg, in North Carolina. Courtesy: X (Alexander Jakhnagiev)

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Gli auguri di Melania Trump alle forze armate Usa: "Buon San Valentino"

"Io credo che l'Europa debba parlare con una voce unica, non deve essere un Paese solo che parla. Ieri eravamo tutti insieme a parlare con Zelensky e credo che sia giusto che tutta l'Europa parli, anche perché le sanzioni sono state inflitte da tutta l'Unione Europea, non da un Paese solo. Così come noi non abbiamo mai parlato da soli con gli Stati Uniti. Abbiamo parlato, ma sempre poi favorendo il dialogo con l'Unione Europea, tutto nell'interesse dell'Unione Europea, in perfetta sintonia con l'Unione Europea" così il Ministro Tajani, a margine della riunione Ue a Monaco sulla sicurezza. (Alexander Jakhnagiev)

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Guerra in Ucraina, Tajani: "L'Europa parli con una sola voce con Mosca"
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