La maggioranza chiede alla camera di trasferire il processo di Milano al tribunale dei ministri. Ma il leader Fli potrebbe fare ostruzionismo impedendo all'assemblea di Montecitorio di votare la decisione. Intanto la procura di Roma oggi deciderà se rinviare a giudizio l'ex capo di An
Camera dei Deputati
Lettera congiunta di Cicchitto, Reguzzoni e Sardelli all'ufficio di presidenza di Montecitorio. "Sollevare il conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato in difesa della Camera" davanti alla Consulta. In sostanza è la richiesta che i deputati votino sull'assegnazione al tribunale dei ministri, con precedente autorizzazione a procedere, il processo contro Berlusconi: "Capi d'imputazione illogici e infondati". La palla passa a Fini e all'ufficio di presidenza che, per prassi, sceglie se far votare l'aula. Come andrà?
Nella dichiarazione di voto finale sul decreto Milleproroghe prende la parola Di Pietro, che come al solito se la prende con Berlusconi. Fini lo ferma perché in aula manca il governo. Poi scoppia la lite tra il presidente di Montecitorio e il capogruppo del Pdl, che attacca: "Insostenibile la sua situazione"
Abbandona anche l'ideatore del nome del movimento di Futuro e Libertà per l'Italia. Dopo i contrasti con il presidente della Camera e settimane di incertezza Barbareschi si iscrive al gruppo misto a Montecitorio
Il deputato liberale, già iscritto al gruppo parlamentare Misto, passa con Iniziativa Responsabile e torna nella maggioranza. Adesso il governo vede quota 325
Il premier glissa sulle domande che riguardano il Rubygate e l'assalto giudiziario dei pm di Milano: "Non sono preoccupato". E rilancia l'azione di governo: "Finiremo la legislatura"
Il Terzo polo è già nei guai: il capogruppo a Palazzo Madama Viespoli si dimette contro la linea imposta dal leeader, che ha affidato il partito a Bocchino. Ma gli altri lo rieleggono: "Garantirà il posizionamento nel centrodestra". BLOG L'utima giravolta di Gianfry: parla come Di Pietro di Alberto Taliani
Da questa mattina, il nostro sito è sotto l'attacco degli hacker. Grazie al lavoro di polizia postale e Telecom, l'oscuramento è durato solo pochi minuti
La senatrice Baio Dossi lascia il Pd, denunciandone la deriva a sinistra e l'incapacità di rispondere alle reali esigenze del Paese. Passa all'Api di Rutelli. Prima di lei si erano già allontanati in venti. Ora fra i democratici resta un solo teodem, Luigi Bobba.
L'ad Fiat in audizione in Parlamento risponde agli attacchi: "Non viviamo alle spalle dello Stato e non vogliamo abbandonare il Paese". Poi si è detto pronto a aumentare i salari, portando l'utilizzo degli impianti dal 40% di adesso all'80%. E stavolta preferisce la giacca al maglione