Un legal-drama dal sapore classico, con un cast di star e uno script di livello, ma che paga il registro a tratti leggero e la patinatura sterile, finendo per non coinvolgere davvero
Un legal-drama dal sapore classico, con un cast di star e uno script di livello, ma che paga il registro a tratti leggero e la patinatura sterile, finendo per non coinvolgere davvero
Si è concluso a Formia, con Lillo e Paolo Ruffini, il "Festival della Commedia Italiana".Vincitori del contest ono Elena Fabrizi, nota a tutti come Sora Lella, e Lino Banfi il re e la regina della commedia italiana. "Ma non dovevate farmi questo! - ha commentato Lino Banfi, intervenuto con un videomessaggio durante il momento della proclamazione - Mi sento troppo felice, al punto da vergognarmi. Sapete che significa arrivare primo in classifica battendo Totò, Bud Spencer e tanti altri nomi che sono i miei grandi maestri? Purtroppo non posso essere lì, ma tornerò presto". A ritirare il premio dell'attore il suo ufficio stampa Paola Comin; a consegnarle la targa Lillo e Paolo Ruffini, entrambi ospiti della serata conclusiva. Nelle precedenti serate erano saliti sul palco di Piazza Aldo Moro anche Milena Vukotic, Michela Andreozzi e Massimo Boldi. Ufficio stampa Uozzart - Salvo Cagnazzo
Una commedia francese che celebra il gioco della vita e il valore dell'amicizia, affrontando il tema della malattia. Con Luchini e Bruel impegnati in siparietti che sono piccoli gioielli
Assandira non è un agriturismo in Sardegna ma un microcosmo ricco di peccati e soprattutto peccatori
L'opera di Emma Dante funziona più come madeleine proustiana che come film. Perché certe case ci abitano dentro, diventano un non luogo, il deposito dei ricordi della nostra vita
Gianfranco Rosi in gara con un collage di momenti presi dall'esistenza di chi, in Medio Oriente, vive le sue giornate a contatto con i conflitti bellici
Una lunga chiacchierata tra due mostri sacri del cinema, resa fruibile, così come la girò Welles, in un documentario presentato fuori concorso a Venezia
Figli alle prese con dilemmi morali, fantasmi genitoriali e ridefinizione dei ruoli. Un film la cui bellezza resta sottotraccia, silenziata dall'eccessiva sobrietà narrativa
Interessante ritratto di una figura emblematica, a metà tra eroina vittoriana e moderna, impegnata in battaglie ancora attuali ma sconfitta da una dannazione chiamata amore
L’Italia degli anni Settanta, un bambino, le famiglie spezzate e l'elaborazione del lutto. Ottimi ingredienti e buona ricostruzione d'epoca, eppure il film di Claudio Noce non graffia