Il clima che accoglie la Nazionale è surreale, privo di quella ferocia agonistica che aveva spinto la squadra fino a quel momento
Il clima che accoglie la Nazionale è surreale, privo di quella ferocia agonistica che aveva spinto la squadra fino a quel momento
Quella era l'Italia di Cesare Maldini, che due anni prima aveva sostituito Arrigo Sacchi, finalista a Pasadena. Due filosofie differenti, un modo opposto di intendere il calcio, con la critica spaccata a metà
Semifinale in trasferta, ma quell'Italia si sentiva d'acciaio, si sapeva insuperabile, nostalgia canaglia
Grande Italia: Baggio e Totò in attacco, coppia entrata nel Mondiale da riserva, ma diventata rapidamente titolare
Mobutu aveva minacciato i calciatori che se avessero perso con uno svantaggio di quattro gol avrebbe ucciso gli stessi atleti e le loro famiglie
Delle 83 partite degli azzurri nella storia della Coppa del Mondo, Italia-Argentina dell'82 è l'unica disputata il 29 giugno
Stadio esaurito, per la Fifa 63mila spettatori, per la polizia oltre 90mila
I supplementari strizzavano l'occhio più a loro che a noi, finché Totti lancia Grosso, da fermo e di sinistro, 40 metri da fantascienza
Magica fu anche la notte del 25 giugno, quando gli azzurri giocano la prima partita a eliminazione diretta, ottavo di finale contro l'Uruguay di Francescoli e Fonseca, Ruben Sosa e Aguilera
Onorevole fu la sconfitta del 24 giugno 1978, finalina del Mundial argentino contro il Brasile