La situazione economica risente delle dinamiche internazionali e il rallentamento durerà ancora almeno fino a fine 2010 inizio 2011. L’indice anticipatore Ocse è sceso in agosto per il settimo mese di fila (-0,2 punti)", dicono gli economisti di viale dell’Astronomia
Prodotto Interno Lordo (PIL)
Nel discorso depositato all’IMFC Tremonti assicura che in Italia "il tasso della ripresa si è rafforzato" e assicura che ci sarà "un'ulteriore ripresa". Draghi: "Coniugare crescita e austerità". E nega il ritorno dei bankers
Stime più alte per Eurolandia, giù il pil di Grecia, Spagna e Irlanda. Italia inchiodata all'1%. Fmi: "Riforme promosse". L'Ocse rivede al rialzo le stime: per il periodo aprile-giugno 2010 crescita da +0,4% a +0,5%. Bene anche l'area Ocse
Il Cdm ha aggiornato il Dpef. La stima di crescita del pil passa dall'1% all'1,2%. Peggiora, invece, la prospettiva per il prossimo anno: 1,3% contro l'1,5%. Confermate le stime per il deficit/pil al 5% quest’anno e al 3,9 per il il prossimo
La Marcegaglia agli industriali: "Quando si dice che siamo andati meglio di altri Paesi non è vero, siamo stati fortemente colpiti dalla crisi". Poi spiega: "Il peggio è alle spalle, ma abbiamo un problema di crescita"
Nel rapporto di autunno il centro studi di Confindustria ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2011: +1,3% rispetto al +1,6% di giugno. Sulla ripresa la performance è tra le peggiori. Preoccupa il mercato del lavoro. Ma la Marcegaglia: "Il peggio è alle spalle"
Bruxelles rivede al rialzo le previsioni di crescita dell’economia europea per il 2010: il pil si attesterà all’1,7%. Trainano Germania e Polonia. Italia ancora indietro: "LPesa il mercato del lavoro, resta fragile"
Le stime per il secondo trimestre sono positive (+0,5% su quello precedente, record dal 2006) e le proiezioni sulla crescita totale dell'anno in corso fanno sperare in un'uscita dalla crisi (+0,9% di crescita acquisita). Ma preoccupano i dati sulla produzione industriale: ferma a luglio (+0,1%)
L’Italia nel terzo trimestre di quest’anno potrebbe registrare un calo del prodotto interno lordo dello 0,3%. Nell’Interim assessment, l'Ocse si riserva tuttavia un margine di errore di un punto e mezzo percentuale
Dal Rapporto dell'Ufficio studi emerge la solita Italia spaccata in due. Sempre maggiore il divario nord-sud mentre il centro, grazie al terziario, aumenta la quota di ricchezza prodotta. Ma Il pil torna a salire: su dello 0,7% quest’anno e dell’1% il prossimo