Siamo partiti da Cavour che univa l'Italia, ci ritroviamo la Schlein e Bonelli che la disuniscono. Anche questo, purtroppo, è un brutto segno dei tempi.
Siamo partiti da Cavour che univa l'Italia, ci ritroviamo la Schlein e Bonelli che la disuniscono. Anche questo, purtroppo, è un brutto segno dei tempi.
Dai Carc ai Cobas, dagli islamici agli antagonisti dei centri sociali, è tutto un inno alla partecipazione, roba da fare schizzare l'affluenza a valori da Prima Repubblica
Sal Da Vinci citato dal procuratore di Napoli che tra il serio e il faceto ha detto che anche il vincitore di Sanremo vota No. Alla fine anche questa è finita nel ridicolo. Lasciamo le canzoni napoletane in un altro contesto.
Dagli utenti anonimi che insultano Meloni che va al saggio della figlia, a Tomaso Montanari che dà dei banditi a La Russa e al governo, ci sono due modi in Italia per usare i social per diffamazione a getto continuo. Lo facessimo noi col nostro nome e il nostro cognome, verremmo denunciati e giustamente pagheremmo
Sui dossier internazionali ci sono sempre troppe mozioni e nessuna linea comune sulla politica estera. Sarebbe bello riprendere la lezione di Silvio Berlusconi che anche all’opposizione non faceva mai mancare il sostegno ai governi nelle crisi internazionali
Ecco perché Occhetto, che ha da poco compiuto 90 anni e che ha detto che voterà no al referendum, è il volto perfetto del nuovo Partito democratico guidato da Elly Schlein, che ha riportato l'orologio della politica ad almeno trent'anni fa
Super magistrati, super sparate. Dopo Gratteri, anche Di Matteo l'ha detta grossa sul referendum dicendo che per il sì "voteranno i mafiosi". Ma anche lui ha un obiettivo: fare sì che la magistratura resti com'è, anche se gli italiani sono convinti che la giustizia vada cambiata.
Il sociologo progressista Luca Ricolfi voterà Sì: "Schlein vuole bonificare i riformisti"
La sinistra dà sempre il suo appoggio ai devastatori, a quelli che commettono dei reati, mentre con l'agente Cinturrino è stata intransigente. Il commento di Gabriele Barberis
L'agente del caso Rogoredo ha disgustato l'opinione pubblica e non solo la sinistra che si pone come la parte lesa della vicenda