Ecco, vadano pure avanti con il toto ministri. Perché, qui non si scappa, bisognerà pure arrivare a Bonelli alla Difesa, Landini al Lavoro, Gratteri alla Giustizia
Ecco, vadano pure avanti con il toto ministri. Perché, qui non si scappa, bisognerà pure arrivare a Bonelli alla Difesa, Landini al Lavoro, Gratteri alla Giustizia
Il fronte del no ha ormai sostituito anche il campo largo. E già sogna il governo con Conte alla presidenza del Senato con vista sul Quirinale, Schlein a Palazzo Chigi, Silvia Salis al Viminale, Bonelli alla Difesa e Ilaria Salis alla casa... Un vero governo da incubo
C'è da augurarsi che l'ansia da prestazione sia finita ieri sera, ma forse non sarà così semplice
La Carta è stato il convitato di pietra nello scontro diretto tra i due fronti. Ma Zangrillo non ci sta a passare come un nemico della Costituzione
Quando non si vota, tutti a lamentarsi dell'inerzia di una classe di governo capace solo a rimpinzarsi di bonus e maxi stipendi. Ma quando c'è da approvare i cambiamenti, nero su bianco, diventano inevitabili i distinguo politici
Il capo della segreteria politica di Fdi Arianna Meloni: "Italia più moderna se vince il Sì"
No alla giustizia, no alla riforma, i pm non si toccano, no alla legge elettorale, no al premierato , no alle votazioni sulla politica estera, no all'alta velocità, no alla Torino-Lione, no ai rigassificatori, no a tante cose, sempre no. Una parola per ogni situazione, dire sempre no. E questi si definiscono progressisti?
Ilaria Salis ci racconta Cuba come un paradiso terrestre. E lo racconta a noi che siamo qua in Italia alle prese col caro benzina, con una guerra, col referendum, con una situazione sicuramente pasticciata. Per me può restare lì
Siamo partiti da Cavour che univa l'Italia, ci ritroviamo la Schlein e Bonelli che la disuniscono. Anche questo, purtroppo, è un brutto segno dei tempi.
Dai Carc ai Cobas, dagli islamici agli antagonisti dei centri sociali, è tutto un inno alla partecipazione, roba da fare schizzare l'affluenza a valori da Prima Repubblica