Il precedente governo aveva deciso di indebitarsi per 5 miliardi affinché arrivasse nelle mani di chi spende con la carta di credito una piccola mancia, detto cashback.
Il precedente governo aveva deciso di indebitarsi per 5 miliardi affinché arrivasse nelle mani di chi spende con la carta di credito una piccola mancia, detto cashback.
La bozza di riforma fiscale partorita dal Parlamento, come è normale che sia per un governo di coalizione, contiene delle cose positive e altre meno.
Non è andato tutto bene. Neanche un po'. Oggi converrebbe usare un po' meno retorica e più buon senso per non trasformare una crisi, sociale ed economica, in una tragedia.
C'è il miliardario che fa affari solo sulla vecchia economia, c'è il giovane della Silicon Valley pronto a qualsiasi diversity, c'è il monopolista dei sistemi operativi mondiali, tutti che piagnucolano su quante poche tasse pagano.
Il G7, su iniziativa americana, ha stabilito ieri che le grandi imprese dovranno pagare una tassa sui profitti, come minimo, del 15 per cento. È un bene o è un male?
Il governo ha intenzione di assumere, a tempo determinato, circa venticiquemila (avete letto bene) dipendenti.
La strage della funivia del Mottarone è un favoloso caso di studio sul giustizialismo italiano