Messico
Il tycoon sotto attacco risponde alle accuse di molestie: "Perché nessuno si occupa dei Clinton?". Ma gli attacchi si moltiplicano. Obama lo sfida sull'immigrazione: "Non sarà un muro a fermarli". E una parte dei repubblicani è al lavoro per trovare l'anti Trump
Così i tagliagole sconfinano negli Stati Uniti aiutati dai banditi
Messico. Rapinatore ammazza il proprietario del negozio
È tradizione in Messico bruciare, nella notte del sabato santo, immagini di Giuda, il discepolo che tradì Gesù. Ma quest'anno sono state bruciate molte effigi di Trump
Il carcere dell'infamia. I detenuti pagavano fino ad 800 euro al mese per le celle migliori
"Mai più morte e sfruttamento! C'è sempre tempo per cambiare, c'è sempre una via d'uscita e un'opportunità, c'è sempre tempo per implorare la misericordia del Padre". Sono le parole di Papa Francesco a Ciudad Juarez, ultima tappa del suo viaggio in Messico, a soli 80 metri dal confine con gli Usa. Migliaia le persone presenti. Circa 50mila i fedeli in territorio texano, che Bergoglio ha più volte salutato, al di là del 'muro della vergogna', come i messicani chiamano la barriera anti migranti che separa i due Paesi. Il Papa si è soffermato sulle sofferenze che i migranti devono affrontare nel percorso verso la speranza di una vita migliore, un percorso pieno di terribile ingiustizia – ha detto – di schiavitù, rapimenti, estorsioni. “Molti dei nostri fratelli sono oggetto del business del traffico di esseri umani. Non possiamo negare una crisi umanitaria che negli ultimi anni ha visto la migrazione di milioni di persone”, ha insistito il pontefice che ha chiesto a Dio il “dono della conversione, il dono delle lacrime”. La frontiera messicana è stata l'ultima tappa del viaggio di Bergoglio nel Paese, prima di ripartire verso il Vaticano
"Chi ha sofferto profondamente il dolore e, potremmo dire, ha sperimentato l’inferno può diventare un profeta nella società. Lavorate perchè questa società che usa e getta non continui a mietere vittime"
Troppo entusiasmo per Papa Francesco