C'è acqua sulla Luna: le prove

La confermano i dati raccolti da tre diverse missioni. Saranno pubblicati domani sulla rivista Science. La concentrazione di molecole d'acqua è maggiore all’altezza dei poli. E su Marte c'è più ghiaccio del previsto

C'è acqua sulla Luna: le prove

Washington - Quando l'uomo mise piede sulla Luna oltre all'enorme entusiasmo per il "grande passo per l'umanità" si diffuse anche un sentimento di delusione. Ci si rese conto subito - poi arrivò la conferma dalle altre missioni che si susseguirono - che il satellite oltre che privo di vita era secco. Solo polvere e sassi. Oggi questa certezza granitica vacilla. Ci sarebbe acqua sul suolo lunare: non sotto forma di mari, laghi o pozzanghere. Ma comunque acqua: molecole di acqua e di idrossile per l'esattezza. Non bisogna far correre troppo la fantasia. Ma è chiaro che questa scoperta riporta di stretta attualità un vecchio progetto, peraltro mai abbandonato dalla Nasa: quello di installare una base fissa con astronauti sul suolo lunare.

La scoperta Tre diverse missioni, organizzate per studiare la Luna, hanno trovato prove della presenza di acqua, che sembrerebbe concentrarsi ai poli del satellite e si sarebbe formata per l’azione del vento solare. I report, che domani saranno pubblicati su Science, mostrano che l’acqua si muoverebbe da una parte all’altra, formandosi e riformandosi mentre le molecole entrano in contatto con la polvere della superficie lunare.

Concentrazione sui poli Carle Pieters della Brown University, nel Rhode Island, ha studiato con i suoi colleghi i dati raccolti dalla missione indiana Chandrayaan-1 - la prima missione sulla Luna organizzata da Nuova Dehli - e ha scoperto prove spettrografiche della presenza dell’acqua. Secondo gli studiosi, la concentrazione è maggiore all’altezza dei poli. "Quando diciamo acqua sulla luna, non ci riferiamo a laghi, oceani, mari e nemmeno a pozzanghere. Acqua sulla Luna significa molecole di acqua e idrossili (idrogeno e ossigeno) che entrano in contatto con molecole di roccia e di polvere, più precisamente nei primi millimetri della superficie lunare", ha spiegato Pieters in un comunicato.

Mappatura a infrarossi Jessica Sunshine e i suoi colleghi della University of Maryland si sono serviti di una mappatura della luna a infrarossi fatta dalla navicella spaziale "Deep Impact", mentre Roger Clark e i suoi colleghi dello U.S. Geological Surveys, per trovare l’acqua, si sono serviti di uno spettrometro - uno strumento che usa la variazione elettromagnetica per analizzare gli elementi e gli agenti chimici che riflettono le onde della luce - dalla navicella Cassini. "Ci potrebbero essere regioni assai più umide da scoprire, a giudicare dai siti che abbiamo esaminato fin qui", scrive Paul Lucey della University of Hawaii pur non avendo fatto lui parte di nessuna delle tre missioni.

La ricerca prosegue "E’ possibile, inoltre, che i rari minerali che dimostrano la presenza di acqua osservati nelle precedenti analisi di campioni lunari - sulla cui affidabilità si era discusso perché contaminati da agenti atmosferici terrestri - potrebbero essere indigeni. Forse la conseguenza più importante di queste ultime esplorazioni, è che dovremo riesaminare attentamente l’assunto secondo il quale la luna sarebbe arida. Non è così", ha aggiunto. Il mese prossimo, la missione della Nasa per lo studio dei crateri della Luna cercherà acqua, facendo schiantare una grande navicella sulla superficie lunare.

Su Marte più ghiaccio del previsto Dopo la Luna anche il pianeta rosso sembra essere molto meno secco di quanto si pensasse, nonostante il suo aspetto arido. Il ghiaccio d’acqua non si trova soltanto ai poli del pianeta, ma anche a latitudini intermedie. Dallo stesso studio emerge inoltre che anche l’atmosfera di Marte sarebbe più umida di quanto si pensasse. I ricercatori, coordinati da Shane Byrne, del laboratorio di Planetologia dell’università dell’Arizona, hanno utilizzato i dati della sonda americana Mro (Mars Reconnaissance Orbiter) per studiare cinque crateri che si sono formati molto recentemente sul pianeta, tutti a latitudini intermedie, in seguito all’impatto di asteroidi o comete. È così che in tutte e cinque queste formazioni è risultata la presenza di ghiaccio d’acqua: un dato che ha rivoluzionato le conoscenze finora acquisite su Marte, secondo le quali il ghiaccio d’acqua era presente solo nelle zone polari. 

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