Caso Ruby, Berlusconi: "E' solo fango Teorema giudiziario per eliminarmi"

Il premier replica alle accuse del pm Ilda Boccassini di favoreggiamento della prostituzione: "Ci troviamo di fronte all’ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango su di me nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica". Poi assicura: "Il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica. Non mi fermeranno". Da 17 anni è caccia al Cavaliere: ogni nuova indagine aperta viene annunciata come un’atomica che lo seppellirà. Una persecuzione da record: mille toghe, 28 processi, zero condanne

Caso Ruby, Berlusconi: "E' solo fango 
Teorema giudiziario per eliminarmi"

Roma - "Ci troviamo di fronte all’ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango sulla mia persona e sul mio ruolo istituzionale nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica. Ma questa volta è stato superato ogni limite. Il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica". Alle accuse del pm Ilda Boccassini il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna a rispondere duramente assicurando che "la macchinazione dei giudici" non fermerà il governo.

La macchinazione della magistratura "Questa ulteriore macchinazione giudiziaria, per quanto possente e ampliata dal solito circuito mediatico - ha spiegato il Cavaliere in una nota diramata dalla presidenza del Consiglio - non riuscirà a fermarci e a distoglierci dal nostro impegno di cambiare il Paese. Anche questa volta non ce la faranno". Secondo Berlusconi, "nonostante un imponente apparato investigativo degno di ben altro tipo di indagine e avviato a dispetto di una palese incompetenza funzionale e territoriale, i pm milanesi alla fine hanno raccolto soltanto chiacchiere e conversazioni private senza alcuna rilevanza penale - ha continuato il presidente del Consiglio - hanno ugualmente proceduto in spregio a ogni norma, a ogni codice, a un utilizzo equilibrato degli strumenti giudiziari, mettendo in atto perquisizioni e trattamenti inaccettabili nei confronti di persone considerate semplicemente 'a conoscenza dei fatti'".

Un teorema per gettare fango "Mai, in diciassette anni di accanita persecuzione giudiziaria contro la mia persona - ha assicurato Berlusconi - alcuni pubblici ministeri della procura di Milano erano arrivati a stravolgere, in modo così inverosimile e grottesco, la realtà dei fatti, le garanzie costituzionali e lo Stato di diritto. Sono stati intercettati per mesi, in maniera sistematica, tutti coloro che hanno osato varcare il cancello della mia residenza privata di Arcore, come se essere ospiti del Presidente del Consiglio costituisse di per sé un grave indizio di reato". Secondo il premier, "ci troviamo di fronte all’ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango sulla mia persona e sul mio ruolo istituzionale nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica. Ma questa volta è stato superato ogni limite. Il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica". "Questa ulteriore macchinazione giudiziaria, per quanto possente e ampliata dal solito circuito mediatico - ha poi prosegueito il premier - non riuscirà a fermarci e a distoglierci dal nostro impegno di cambiare il Paese. Anche questa volta non ce la faranno".

Berlusconi davanti ai pm Piero Longo, uno dei difensori di Berlusconi, ha fatto sapere che "non è ancora stato deciso se il presidente del Consiglio andrà a rispondere ai pm e, quindi, al momento rimane anche aperto il discorso del legittimo impedimento, del quale ne discuteremo nell’eventualità di un interrogatorio". Il premier è stato, infatti, convocato dai pm per il 21 o il 22 o il 23 gennaio prossimi. La procura potrà procedere se Berlusconi non si presenterà nelle date fissate per l’interrogatorio senza dare spiegazioni, mentre dovrà tener conto di un eventuale legittimo impedimento che sarà indicato dal premier. Nei confronti del presidente del Consiglio sono stati ipotizzati i reati di prostituzione minorile e concussione. Il primo si riferisce, secondo la ricostruzione degli inquirenti e degli investigatori, a presunti atti sessuali con minorenni e in questo caso con la giovane marocchina ritenuta parte offesa nelle indagini.

Il secondo invece alle pressioni che Berlusconi avrebbe fatto sui funzionari della Questura nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi quando la ragazza venne trattenuta per via di un furto e poi rilasciata e affidata al consigliere regionale lombardo Nicole Minetti, anch’essa indagata.

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