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Ecco quanto dovremmo risarcire Stasi se venisse assolto oggi

Alberto Stasi, che si è sempre professato innocente, ha trascorso più di dieci anni dietro le sbarre, ma l'inchiesta della procura di Pavia potrebbe cambiare tutto

Ecco quanto dovremmo risarcire Stasi se venisse assolto oggi
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In questi lunghi anni Alberto Stasi non ha mai vacillato. Si è sempre dichiarato innocente, non cedendo nemmeno di fronte alla sentenza di condanna. Quanto emerso dalle indagini della procura di Pavia pare proprio dargli ragione: secondo gli inquirenti, sarebbe stato Andrea Sempio a uccidere Chiara Poggi con "odio e crudeltà".

Ciò apre la strada a una revisione del processo. Si è tenuto a fine aprile l'incontro tra la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e il procuratore di Pavia Fabio Napoleone in merito al caso Garlasco. Il magistrato pavese ha parlato di una informativa sulle indagini trasmessa a Milano, e la procuratrice ha espresso la propria intenzione di studiare molto bene le carte. Con le indagini ormai chiuse, gli atti saranno presto trasmessi alla pg Francesca Nanni.

Da quel 13 agosto 2007 sono trascorsi diciannove anni. Molte certezze sono crollate. Fra questa, proprio la colpevolezza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.

In caso di revisione del processo e assoluzione di Stasi, ci sarebbero ovviamente delle conseguenze. Si parla, ovviamente, di un risarcimento milionario, non solo per tutti gli anni che trascorsi da innocente dietro le sbarre, ma anche per i danni morali e per le spese legali sostenute in questo lungo periodo.

La revisione del processo si fa sempre più concreta. L'avvocato Giada Boccellari, da anni al fianco di Alberto Stasi, ha fatto sapere che i nuovi elementi emersi aprono alla possibilità di inoltrare una richiesta formale di revisione. Uno strumento messo a disposizione dall'ordinamento italiano per rivedere una sentenza definitiva in caso di elementi probanti.

In caso di riconosciuta innocenza e ribaltamento della sentenza, l'ex studente della Bocconi avrebbe diritto a un risarcimento. In Italia, la legge fa una distinzione tra ingiusta detenzione ed errore giudiziario. Nel primo caso, una persona viene tenuta in carcere durante le indagini, ma poi viene assolta con formula piena: è previsto un tetto massimo di circa 516 mila euro. Nel secondo caso, più grave, parliamo di qualcuno che è stato condannato con sentenza definitiva (passata in giudicato). È necessaria la revisione del processo, e se la vecchia condanna viene cancellata si può parlare di errore giudiziario. In questo caso, la riparazione (o risarcimento) non ha un tetto prestabilito e la cifra viene calcolata tenendo conto degli anni trascorsi in carcere, dei danni riportati alla salute e alla psiche, della perdita di opportunità lavorative e anche del danno all'immagine.

Alberto Stasi potrebbe effettivamente chiedere una riparazione per errore giudiziario e il risarcimento raggiungerebbe cifre molto elevate. Secondo quanto riportato da Panorama, si arriverebbe intorno ai 2 – 3,6 milioni di euro. E questo solo per la detenzione.

A questa cifra andrebbero poi aggiunti i danni morali, psicologici, di immagine e professionali, oltre alle spese legali sostenute dalla famiglia. Non va poi dimenticata la cifra versata alla famiglia Poggia (circa 850 mila euro) come risarcimento civile: cifra di cui Stasi potrebbe chiedere la restituzione.

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