Ci sono alcune telefonate che alimentano i sospetti degli investigatori su Andrea Sempio. Si tratta di tre chiamate che l’allora 19enne fece a casa Poggi nei giorni precedenti al delitto: le prime due in data 7 agosto, rispettivamente della durata di 2 e 8 secondi, e la terza l’8 agosto, di 21 secondi. Un dettaglio ritenuto di particolare valore indiziario e che, sommato alle altre risultanze investigative, getterebbe ulteriori ombre sul 38enne indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco.
Le dichiarazioni di Sempio
Come si legge nell’informativa dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, Sempio venne sentito come persona informata sui fatti cinque giorni dopo l’omicidio. “Mi ricordo che ho chiamato una prima con il mio cellulare, e siccome ho memorizzato nella rubrica telefonica sia il numero di casa che quello del portatile di Marco (per ‘portatile’ s’intende il cellulare ndr), ho sbagliato ad inviare la chiamata. Nella circostanza ho parlato con Chiara Poggi, sorella di Marco, alla quale chiedevo di Marco e lei mi rispondeva che era in vacanza, per cui terminavo la conversazione”, spiegò durante la prima audizione in merito alle telefonate. Dopo un anno, precisamente il 4 ottobre 2008, il giovane venne escusso nuovamente a sommarie informazioni testimoniali. In quella circostanza raccontò di aver provato a chiamare l’amico Marco, che si trovava in vacanza con i genitori in Trentino, dal suo cellulare e poiché nella rubrica aveva registrato sia il recapito telefonico personale che il fisso di casa Poggi - rispettivamente il primo memorizzato come “Poggi cell” e il secondo come “Poggi casa” - aveva involontariamente chiamato sull’utenza domestica. Poiché il telefono di Marco sarebbe stato irraggiungibile, telefonò sul fisso dal suo telefono di casa, ricevendo una risposta da una voce femminile che alla domanda “C’è Marco?” avrebbe replicato: “No, non c’è, è via”. Dopo un giorno, non riuscendo ancora a mettersi in contatto con l’amico, telefonò nuovamente a casa Poggi “ricevendo risposta da una voce femminile che riconosceva come quella di Chiara” e la “ragazza gli rispondeva che era in vacanza in Trentino”.
Cosa non torna per i carabinieri
“Come si può chiaramente evincere dalle dichiarazioni riportate e rese nell’agosto del 2007 - mettono nero su bianco i carabinieri nell’informativa - (Sempio) semplifica le tre telefonate a casa Poggi parlando inizialmente di un errore. (...) Riconduce poi il tutto a una chiamata (e non a tre), nel corso della quale avrebbe parlato con Chiara chiedendole di Marco e ricevendo l’informazione che era in vacanza in Trentino”. Per gli investigatori ci sarebbe qualcosa che non torna: dall’analisi del traffico telefonico sull’utenza fissa della famiglia Poggi, nel periodo compreso tra gennaio e agosto del 2007, “non risultano chiamate simili”. I carabinieri di Moscova, delegati delle indagini dalla procura di Pavia, evidenziano infatti che le uniche telefonate partite dal cellulare di Andrea verso casa Poggi, ad eccezione di quelle del 7 e l’8 agosto, sono solo tre, peraltro registrate in orario notturno. “Questi tre contatti - si legge ancora nel documento - sono riconducibili a chiamate probabilmente effettuate da Marco Poggi con l’utenza di Sempio”. Come confermato da Rita Preda, la mamma della vittima, nelle dichiarazioni rese l’11 settembre del 2007, sia Chiara che Marco erano soliti telefonare a casa per avvertire i genitori del loro imminente rientro. “È quindi verosimile che queste tre telefonate in orari notturni siano avvenute per tali motivi. Non è invece possibile ricondurre queste tre telefonate al famoso errore riferito da Sempio”. Va sottolineato “come in otto mesi - sottolineano i carabinieri - non è mai stato registrato un errore di chiamata da parte di Sempio, oltre a quello dichiarato e riferito del 7 agosto”.
“Non ha mai chiamato casa Poggi prima di agosto”
I militari dell’Arma precisano anche che tra le due utenze domestiche - quelle dell’allora 19enne e dei Poggi - risulta un solo contatto, avvenuto l’1 gennaio del 2007, peraltro trattasi di una chiamata partita dal fisso della villetta di via Pascoli verso quella dell’indagato. “Questo dimostra che la famosa telefonata del 7 agosto 20027, fatta dall’utenza di casa Sempio verso l’utenza di casa Poggi è un unicum” Come del resto “è un unicum anche la chiamata dal cellulare di Sempio verso casa Poggi”. Dall’analisi dei tabulati, si può pertanto dedurre “un dato unico e certo”, si precisa nell’informativa, ovvero che l’allora 19enne “non ha mai chiamato casa Poggi se non tra il 7 e l’8 agosto”.
Altro dettaglio che viene annotato nel documento: durante l’interrogatorio del 10 febbraio 2007, il giovane avrebbe ribadito di aver provato a chiamare l’amico sul cellulare, precisando di non esserci riuscito, per l’assenza di campo nella zona in cui si trovava Marco “quindi ammettendo di sapere che non si trovava a Garlasco ma in montagna”.