Leggi il settimanale

“In volo nel Pacifico”: le strane missioni degli aerei spia Usa

Questa settimana almeno quattro aerei da intelligence statunitensi erano impegnati in missioni nei cieli del Pacifico occidentale

“In volo nel Pacifico”: le strane missioni degli aerei spia Usa
00:00 00:00

Negli ultimi giorni i cieli del Pacifico occidentale sono stati attraversati da vari aerei spia statunitensi. Parliamo di velivoli altamente specializzati, progettati per raccogliere informazioni sensibili, che hanno condotto una serie di missioni che confermano l'attenzione strategica di Washington verso una delle aree più delicate dello scacchiere globale. Al centro delle operazioni c'era la base aerea di Kadena, situata sull'isola giapponese di Okinawa, considerata il principale hub dell'aviazione militare Usa nella regione. Da qui partono e arrivano regolarmente aerei da intelligence, sorveglianza e ricognizione, impegnati nel monitorare le attività militari cinesi e nel garantire la prontezza operativa delle forze Usa e dei loro alleati.

Le rotte degli aerei Usa

Secondo quanto riportato da Newsweek, una mappa basata su dati di volo open source ha tracciato almeno quattro aerei da intelligence statunitensi impegnati questa settimana in missioni sul Pacifico occidentale. I velivoli, identificati grazie ai sistemi di tracciamento civile, hanno effettuato rotte che li hanno portati a sorvolare aree sensibili tra Taiwan, le Filippine e il Mar Cinese Orientale e Meridionale. Tra questi spiccavano diversi RC-135 Rivet Joint, aerei da ricognizione elettronica in grado di intercettare, identificare e geolocalizzare segnali su tutto lo spettro elettromagnetico, fornendo informazioni quasi in tempo reale ai comandi militari.

Uno di questi aerei è decollato da Kadena per una missione sopra le acque tra il sud di Taiwan e il nord delle Filippine, mentre un altro ha seguito una rotta simile prima di rientrare nel Mar delle Filippine. In alcuni casi, i tracciati di volo risultano incompleti, segno che molte fasi delle missioni restano volutamente oscure anche agli osservatori civili. A rafforzare il dispositivo americano, un ulteriore RC-135 è arrivato a Okinawa dopo un lungo trasferimento dagli Stati Uniti continentali, con scali alle Hawaii e a Guam, probabilmente per sostituire un altro velivolo prossimo al rientro.

Missioni nel Pacifico

Le operazioni degli aerei spia Usa si inseriscono in un contesto geopolitico sempre più teso. La citata base aerea di Kadena, per esempio, fa parte della cosiddetta “prima catena di isole”, una linea difensiva che comprende Giappone, Taiwan e Filippine e che ha l'obiettivo di contenere una possibile espansione militare cinese. Gli aerei americani operano regolarmente anche vicino alle coste della Cina, sorvolando il Mar Giallo, il Mar Cinese Orientale e quello Meridionale, per monitorare movimenti navali, esercitazioni e sviluppi tecnologici delle forze di Pechino.

La Cina, dal canto suo, protesta da anni contro quelle che definisce “ricognizioni ravvicinate e frequenti”, accusando gli Stati Uniti di violare la propria sicurezza nazionale. Queste missioni hanno talvolta portato a incontri pericolosi tra aerei e navi militari delle due potenze, con manovre giudicate “non professionali” e potenzialmente rischiose. Secondo il Pentagono, tuttavia, tali voli sono essenziali per prevenire sorprese strategiche e consentire ai comandanti di “anticipare, non reagire”, come spiegato da ufficiali dell’Aeronautica Usa.

Accanto ai Rivet Joint, nelle scorse settimane ha operato anche un RC-135S Cobra Ball, un aereo specializzato nella raccolta di dati ottici ed elettronici sui missili balistici, segno che l'attenzione americana non è rivolta solo alla Cina ma anche ad altri potenziali scenari di crisi nella regione.

Guardando al futuro, è probabile che i voli di intelligence nel Pacifico continuino senza interruzioni. Resta da vedere se queste missioni si svolgeranno senza incidenti o se i cieli dell'Indo-Pacifico diventeranno teatro di nuove tensioni tra Washington e Pechino.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica