Rogo di Pomezia, livello diossine 700 volte superiore alla soglia di rischio

Secondo le rilevazioni dell'Arpa nelle giornate del 5 e 6 maggio nel raggio di 5 km dalla Eco X di Pomezia la concentrazione di diossine nell'aria superava di 700 volte la soglia di rischio per la salute indicata dall'Oms. Il sindaco: "Confermate le nostre preoccupazioni"

A sprigionarsi dal rogo della Eco X di Pomezia, divampato la scorsa settimana, è stata una nube tossica contenente diossine e furani. I timori delle prime ore, dunque, sono stati confermati, oggi, dai dati diffusi dall’Arpa Lazio sulla qualità dell’aria nell'area limitrofa allo stabilimento nei giorni appena successivi all’incendio.

Il 5 e 6 maggio scorsi, infatti, secondo i dati dell’Arpa, i valori delle diossine e dei furani nell’aria erano alle stelle, con una percentuale di concentrazione di 77,5 picogrammi per metro cubo, oltre 700 volte la soglia di rischio per la salute. Il limite indicato dall’Oms, infatti, è di 0,1 picogrammi per metro cubo. Anche le concentrazioni di benzopirene e policlorobifenili (PCB) sono risultate sensibilmente superiori alla norma. L'Arpa ha comunicato che al momento "le concentrazioni di Pm10 stanno tornando ai valori caratteristi stagionali della qualità dell'aria anche nelle immediate vicinanze dell'incendio".

“Le iniziative intraprese in questi giorni con le ordinanze sindacali che impongono limiti e divieti nelle vicinanze del capannone andato in fiamme hanno consentito di tutelare la salute dei residenti”, ha commentato il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci. I dati dell’Arpa hanno confermato, infatti, le preoccupazioni iniziali di comune, Vigili del Fuoco e Asl riguardo la concentrazione di diossine e altri inquinanti presenti nella nube tossica. “L'attenzione resta alta: siamo in stretto contatto con gli enti deputati e continueremo a comunicare gli aggiornamenti alla popolazione”, ha proseguito il primo cittadino di Pomezia, il quale ha reso noto che ieri è stato ascoltato dalla Commissione infiltrazioni mafiose della Regione Lazio “sugli ultimi avvenimenti che hanno interessato la Città di Pomezia, dall'atto intimidatorio alla casa comunale fino all'incendio di Eco X”, e che martedì riferirà sulla stessa vicenda in commissione Ambiente al Senato.

C’è poi il capitolo dell’amianto. I campionamenti effettuati dall’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana, infatti, hanno evidenziato la presenza di “fibre di amianto disperse” all’interno della Eco X. “Questo vuol dire che evidentemente c'è stata una dispersione di amianto e che il vento potrebbe averlo sparso" ha detto oggi il vice capo di gabinetto del Campidoglio con delega alla sicurezza, Marco Cardilli, nel corso della seduta della commissione Ambiente dedicata al rogo dello stabilimento di stoccaggio rifiuti di Pomezia.

Restano validi, quindi, i divieti della Asl per quanto riguarda la “raccolta, vendita e consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati” nel raggio di cinque chilometri dal luogo dell'evento. In quest’area è proibito, inoltre, si legge sul sito del comune di Pomezia, far pascolare gli animali ed “utilizzare foraggi per alimentazione animale provenienti dall'area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione”. La Asl raccomanda, inoltre, di lavare accuratamente in acqua corrente i prodotti ortofrutticoli coltivati in terreni adiacenti all’area più prossima allo stabilimento andato in fumo. Non potranno rientrare nelle proprie abitazioni le persone che abitavano nel raggio di cento metri dalla Eco X, mentre, “a seguito del completamento delle operazioni di pulizia straordinaria" tutte le scuole verranno riaperte il prossimo lunedì 15 maggio.

Il Campidoglio ha fatto sapere, infine, di aver richiesto alla Asl Roma 6 e all’Arpa Lazio “di allargare il raggio di indagine rispetto agli esiti delle incidenze”, estendendo i rilevamenti ai municipi VIII, IX e X Municipio di Roma, dove sono stati segnalati disagi alla Protezione civile a seguito dell’incendio.