Milano continua ad allargare il proprio atlante gastronomico, e lo fa anche attraverso format europei che scelgono di misurarsi con una città abituata a metabolizzare velocemente le novità. In questo scenario si inserisce Dragon Kitchen, nuovo ristorante di cucina cinese contemporanea che apre nel capoluogo lombardo con una proposta pensata per la quotidianità urbana, più che per l’effetto sorpresa.
Nato in Spagna e sviluppatosi negli anni con diverse aperture in Europa, Dragon Kitchen arriva a Milano seguendo una traiettoria coerente: adattarsi al contesto senza rinunciare a una propria identità. Il risultato è un locale che si colloca a metà strada tra la ristorazione cinese tradizionale e le declinazioni più formali dell’alta cucina orientale. Una posizione intermedia, studiata per intercettare un pubblico che cerca qualità e riconoscibilità, senza ritualità superflue né sperimentazioni forzate.
La cucina propone un repertorio che attraversa diverse regioni della Cina, riletto in chiave contemporanea ma con rispetto delle strutture originarie. L’obiettivo dichiarato non è stupire, quanto offrire piatti pensati per essere frequentati con regolarità, dal pranzo di lavoro alla cena informale. Una scelta che riflette i ritmi della città, dove il tempo è spesso una variabile decisiva tanto quanto il gusto.
Tra le portate più rappresentative spicca il Riso Kubak, piatto simbolo del format. Si tratta di riso croccante con frutti di mare, servito in casseruola e completato al tavolo con salsa calda e uovo fresco. La finitura a fiamma viva introduce un elemento di spettacolarità misurata, funzionale più alla costruzione delle consistenze che alla scena. Il piatto, già premiato a livello europeo (FIBEGA), sintetizza bene l’approccio di Dragon Kitchen: immediato, riconoscibile, senza sovrastrutture.
Il resto del menu è affidato a proposte come i wonton con olio al chili e salsa jiaozi, arricchiti da cipollotto e arachidi, giocati su un equilibrio tra sapidità e piccantezza, e il pollo piccante con paprika, fritto con peperoncino, arachidi e cetriolo fresco, dove la speziatura incontra una nota vegetale che alleggerisce l’insieme. Piatti diretti, costruiti su contrasti semplici e leggibili.
Particolare attenzione è riservata alla fascia pranzo, centrale per un quartiere come Porta Vittoria e per una città che vivono di pause rapide ma strutturate. Le formule business lunch propongono menu completi e bilanciati, con combinazioni a 12,90 e 14,90 euro, acqua inclusa, pensate per garantire continuità di servizio e tempi contenuti. Un’impostazione pragmatica, che guarda più alla frequenza che all’occasionalità.
Anche il design degli interni segue la stessa linea. Lo spazio di via Carlo Foldi è contemporaneo ed essenziale, con richiami all’immaginario orientale rielaborati in chiave sobria. Nessun eccesso decorativo, ma un ambiente studiato per risultare accogliente e funzionale, coerente con un’idea di ristorazione fluida e informale.
Dragon Kitchen si inserisce così nel panorama milanese senza proclami, proponendo una cucina cinese
quotidiana ma curata, pensata per dialogare con la città più che per imporsi su di essa. Un format che punta sulla solidità e sulla ripetibilità, qualità non sempre scontate in una scena gastronomica in continuo movimento.