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Torna la Festa del Pane a Cascina Caremma, e mette al centro il miglio

Ogni giovedì di gennaio e febbraio la trentennale azienda agricola biologica nel cuore del Parco del Ticino propone un laboratorio nel quale ognuno può farsi il suo Pan de Mej, da assaggiare in loco con burro da affioramento e da portare a casa. Un modo per unire cultura agricola e convivialità, grazie anche a un percorso gastronomico che utilizza i cereali coltivati in cascina

Torna la Festa del Pane a Cascina Caremma, e mette al centro il miglio
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Cascina Caremma rimette le mani in pasta e lo fa senza nostalgie da cartolina. Torna la Festa del Pane, appuntamento che nei giovedì di gennaio e febbraio – dal 21 in avanti – riporta al centro un gesto antico e molto concreto: coltivare, macinare, impastare, cuocere. Nel cuore del Parco del Ticino, a una trentina di chilometri dal centro di Milano, la cascina apre le porte a un’esperienza che tiene insieme agricoltura, cultura materiale e convivialità, senza grandi proclami ma con una pratica chiara: partire dai cereali coltivati nei propri campi biologici e portarli, senza scorciatoie, fino alla tavola.

Il filo conduttore di questa edizione è il miglio. Cereale umile, resistente, dimenticato con una certa fretta dall’agricoltura moderna, eppure per secoli alla base dell’alimentazione quotidiana in Lombardia, prima che grano e mais prendessero il sopravvento. Il miglio cresce dove altri si arrendono, richiede poca acqua, si adatta ai terreni difficili. Oggi Caremma lo rimette al centro e non si tratta di un’operazione di revival fine a sé stessa ma di una scelta agricola sensata, che parla di biodiversità, equilibrio del suolo e anche di inclusione alimentare: il miglio è naturalmente senza glutine e permette, banalmente, a più persone di sedersi alla stessa tavola.

La Festa del Pane, però, non si limita a raccontare. Si fa. Gli ospiti impastano, infornano e mangiano ciò che hanno preparato, utilizzando il forno a legna del Seicento, cuore storico della cascina. Ognuno realizza due Pan de Mej: uno da portare a casa e uno destinato all’assaggio, servito con panna da affioramento. Il Pan de Mej, dolce simbolo della tradizione lombarda, nasce da ingredienti semplici e da una farina – quella di miglio – che per generazioni ha accompagnato feste popolari e tavole contadine. Qui torna a essere un gesto pratico, condiviso, senza musealizzazioni.

Accanto al laboratorio, la serata prosegue con un percorso gastronomico che utilizza i cereali coltivati in cascina – miglio, segale, mais, riso integrale e grano tenero – come struttura portante del menu. Una serie di piatti che costruiscono una narrazione coerente della cucina rurale lombarda: dal sacchetto del pane casereccio al tagliere di salumi e formaggi, dal flan di stagione con crema di zola alla zuppa di cipolla e scarola gratinata con toma e crostini di segale. E poi il miglio decorticato con ceci e verdure, il panino al vapore ripieno di cassoeula, fino al Pan de Mej originale che chiude il cerchio.

Il senso dell’operazione sta tutto qui: mettere in relazione generazioni diverse senza idealizzare il passato, raccontare la sostenibilità come pratica quotidiana e non come slogan, restituire all’agricoltura il suo ruolo concreto.

Alla fine resta qualcosa di tangibile: un pane fatto con le proprie mani, un sapere agricolo condiviso, un legame diretto con la terra. Il costo del laboratorio con cena è di 39 euro a persona. Prenotazioni allo 029050020 o sul sito di Cascina Caremma.

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