La Marina cinese sta mettendo a punto una combinazione innovativa di capacità marittime e autonome che potrebbe ridisegnare gli equilibri di forza nel Pacifico occidentale. Al centro di questo sviluppo c’è la Type 076 “Sichuan”, la prima nave d’assalto anfibia di nuova generazione dotata di un sistema di catapulte elettromagnetiche, un elemento tecnologico d’avanguardia che ricorda quello della portaerei Fujian. Con uno spostamento a pieno carico superiore alle 40.000 tonnellate, la Sichuan è concepita per trasportare mezzi anfibi, veicoli, truppe e una varietà di aeromobili, dalle eliche ai jet, con l’obiettivo di supportare operazioni di assalto e controllo insulare. Ricordiamo che i sistemi elettromagnetici di lancio consentono frequenti partenze di aerei pesanti con carichi significativi di carburante e munizioni, rendendo la nave adatta non solo alle missioni tradizionali ma anche a quelle capaci di integrare velivoli a pilotaggio remoto di grande dimensione.
Drone e nave d'assalto anfibia
Recenti immagini diffuse sui social media cinesi hanno alimentato speculazioni attendibili sul fatto che la Sichuan possa aver già iniziato una nuova fase delle sue prove in mare con a bordo un drone stealth da attacco avanzato. Come riportato dal South China Morning Post, le foto divulgate mostrano un velivolo apparentemente coperto su uno dei ponti della nave, suggerendo che potrebbe trattarsi del nuovo GJ-21, la variante navale del drone stealth di attacco GJ-11. Anche se non è confermato quando e dove siano state scattate le immagini, gli osservatori militari considerano questo un possibile indicatore che la Sichuan stia testando i suoi sistemi con grandi droni imbarcati.
Stando alle stesse fonti, la Type 076 è stata pensata per servire proprio come “portaerei leggera per droni”, impiegando il suo particolare sistema elettromagnetico per lanciare rapidamente velivoli non pilotati progettati per ricognizione e attacco. Questo sviluppo arriva mentre la Sichuan sta completando le sue prove in mare, con le consegne previste alla Marina cinese entro la fine dell’anno, dopo già due o tre fasi di test dal suo varo nel dicembre 2024.
La possibile integrazione del GJ-21 con la Sichuan rappresenta un salto significativo nelle capacità operative della PLA Navy. Il GJ-11, la versione originaria di questo drone stealth, è entrato in servizio nel 2019 ed è stato il primo velivolo senza pilota cinese confermato in grado di cooperare con jet con pilota come il caccia stealth J-20.
Una combinazione vincente
Il potenziale impiego combinato di navi anfibie avanzate e droni stealth segnala l’intento di Pechino di dotarsi di forze marittime flessibili e tecnologicamente sofisticate, in grado di operare in scenari ad alta intensità come il possibile teatro dello Stretto di Taiwan. Le tensioni con Taipei e con gli Stati Uniti, che pur non riconoscendo formalmente l’indipendenza di Taiwan forniscono supporto militare all’isola, rendono questo sviluppo particolarmente rilevante dal punto di vista strategico.
Con l’avanzamento dei test della Sichuan e l’integrazione di piattaforme autonome di nuova generazione, la combinazione di capacità anfibie tradizionali e droni stealth imbarcati potrebbe offrire alla Marina cinese vantaggi operativi significativi in missioni di proiezione di forza, sorveglianza marittima e controllo insulare.
Man mano che la tecnologia si dimostra efficace e le consegne programmate si avvicinano, l’attenzione degli esperti di difesa globale rimane focalizzata sull’evoluzione di questa nuova “combo” cinese e sul suo impatto sugli equilibri navali della regione Asia-Pacifico.