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Da Internet senza regole all’incognita Trump: il viaggio nella modernità raccontato da Mauro Masi

Dalla mancata regolazione di Internet alle nuove sfide dell’intelligenza artificiale, Mauro Masi analizza nel suo libro Promemoria i grandi nodi della modernità

Da Internet senza regole all’incognita Trump: il viaggio nella modernità raccontato da Mauro Masi

Dalla nascita del web all’intelligenza artificiale, passando per le grandi piattaforme digitali, la geopolitica e le nuove fragilità economiche. Nel suo libro “Promemoria. Un viaggio nella modernità, da Internet all’IA, e molto altro” (Class Editori), Mauro Masi traccia una mappa lucida e critica delle trasformazioni che hanno ridisegnato il nostro tempo, mettendo in fila opportunità e scenari futuri, oltre agli errori, ancora aperti.

Presidente di Banca del Fucino e delegato italiano alla proprietà intellettuale, Masi affronta i nodi della modernità con uno sguardo che unisce analisi istituzionale e consapevolezza storica, interrogandosi su ciò che è andato storto e su ciò che può ancora essere governato.

Internet: un’occasione mancata sul fronte delle regole

Secondo Masi, sul fronte della regolamentazione di Internet il margine di intervento oggi è ridotto. Le scelte compiute tra gli anni Ottanta e Novanta, soprattutto negli Stati Uniti, hanno lasciato campo libero a una visione “anarcoide” del web, fondata sul mito del free Internet e dell’open access senza vincoli.

L’assenza di regole e una filosofia di fondo ostile a qualsiasi intervento pubblico - spiega - hanno favorito la nascita di rendite economiche, mediatiche e sociali senza precedenti, concentrate nelle mani delle grandi piattaforme Over the Top”. Un potere che oggi, sottolinea l’autore, può essere contrastato solo con strumenti più incisivi, a partire da una normativa antitrust realmente efficace.

Masi

Intelligenza artificiale: una sfida ancora governabile

Diverso, secondo Masi, è il discorso sull’intelligenza artificiale. Qui lo scenario appare meno compromesso rispetto a quello di Internet. “Sull’IA possiamo nutrire fondate speranze - osserva - perché esiste una maggiore consapevolezza politica e la volontà, almeno in parte, di non ripetere gli errori del passato».

L’Italia, in questo contesto, ha già mosso un passo significativo, diventando il primo Paese europeo a integrare l’AI Act con una legge nazionale, entrata in vigore nell’ottobre 2025. Un segnale che, per Masi, indica la possibilità di giocare un ruolo da protagonista nella rivoluzione tecnologica in corso.

L’incognita Trump e i nuovi equilibri globali

Nel libro e nell’intervista rilasciata a Milano Finanza, emerge anche il tema geopolitico, con una riflessione sull’imprevedibilità di Donald Trump e sulle sue ricadute sul mondo tecnologico e finanziario. “Di Trump si possono dire molte cose, ma una è certa: la sua imprevedibilità”, afferma Masi.

Durante il suo primo mandato il rapporto con le grandi aziende tecnologiche è stato altalenante, tra aperture e scontri frontali. Anche oggi il quadro resta fluido, se inizialmente sembrava vicino ai colossi della rete e dell’IA, lo scenario si è rapidamente complicato. Le tensioni commerciali, i timori legati ai dazi e il rischio di favorire indirettamente economie come Cina e India stanno ridisegnando gli equilibri, creando nuove incertezze anche per i leader dell’intelligenza artificiale.

Copyright e IA: verso una nuova definizione del diritto d’autore

Uno dei passaggi più delicati riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e diritto d’autore. I sistemi di IA generativa, come ChatGPT e simili, si addestrano su enormi quantità di contenuti protetti da copyright, dando origine a contenziosi sempre più complessi a livello globale.

Per Masi, una revisione delle regole è inevitabile. “Occorre ripensare il diritto d’autore - sostiene - prevedendo un maggiore spazio per il fair use nella fase di acquisizione delle opere e, allo stesso tempo, una forma di tutela per i contenuti generati dall’IA quando sia riconoscibile uno sforzo creativo autonomo”. Una ridefinizione necessaria per evitare che l’innovazione tecnologica entri in rotta di collisione permanente con il sistema dei diritti.

Criptovalute e banche locali

Nel suo viaggio nella modernità, Masi affronta anche il tema delle criptovalute. Il giudizio è prudente, se come strumenti di pagamento digitale possono avere un ruolo positivo, restano forti perplessità sul loro utilizzo come asset di investimento, a causa di instabilità e scarsa trasparenza.

Sul fronte bancario, difende il ruolo delle banche di prossimità, considerate un pilastro fondamentale per le PMI e complementari ai grandi istituti. Quanto ai tassi di interesse, il quadro resta incerto: “Oggi è difficile capire persino ex post cosa accade nell’economia globale”, osserva, citando il governatore di Bankitalia Fabio Panetta. Le previsioni indicano una fase di relativa stabilità, salvo choc internazionali.

I rischi ambientali

Un altro tema centrale riguarda la gestione dei rischi ambientali, soprattutto nel Sud Italia. Il Paese presenta un’elevata esposizione al rischio idrogeologico, quasi un terzo del territorio e oltre 20 milioni di cittadini vivono in aree vulnerabili.

Finora il peso delle emergenze è ricaduto principalmente sul bilancio pubblico. La manovra di Bilancio 2023 ha introdotto l’assicurazione obbligatoria contro le catastrofi naturali per le imprese non agricole, un primo passo che, secondo Masi, dovrebbe essere esteso anche alle abitazioni private, oggi assicurate solo in una percentuale minima.

Un libro per orientarsi nella complessità

“Promemoria” non è solo un saggio sull’innovazione tecnologica, ma un percorso attraverso i grandi snodi della contemporaneità, potere, regole, finanza, tecnologia e responsabilità pubblica. Nella seconda ristampa, in uscita il 22 novembre in allegato a Milano Finanza e in vendita online, Masi ha aggiunto nuove riflessioni, tra cui quelle sull’AGI, l’intelligenza artificiale generale capace di migliorare se stessa.

Un orizzonte che può aprire a enormi possibilità di progresso, ma anche a scenari

più inquietanti. Ed è proprio in questa ambivalenza che il libro trova il suo senso, offrire strumenti critici per comprendere un presente sempre più complesso e un futuro che resta, per molti versi, ancora un’incognita.

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