Uomo "senza volto" e propagandista di Hamas: chi era Abu Obeida, ucciso in un attacco delle Idf

Lo strike mirato ha avuto come obiettivo la figura simbolo della propaganda di Hamas e delle liberazioni-show degli ostaggi, sempre celato dietro una kefiah bianca-rossa

Uomo "senza volto" e propagandista di Hamas: chi era Abu Obeida, ucciso in un attacco delle Idf
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Un raid aereo israeliano ha colpito ieri un edificio residenziale nella parte occidentale di Gaza City, prendendo di mira uno degli uomini più noti e allo stesso tempo più enigmatici della leadership militare di Hamas: Abu Obeida, storico portavoce delle brigate al-Qassam. L’operazione, condotta dalle Idf con il supporto dello Shin Bet, ha impiegato munizioni di precisione e sorveglianza aerea, nel tentativo – secondo fonti militari – di ridurre al minimo le vittime civili. Nonostante ciò, secondo rapporti provenienti da Gaza, nello strike avrebbero perso la vita almeno undici persone, tra cui alcuni bambini.

Una fonte palestinese ha riferito questa mattina ai canali Al Arabiya e Al Hadath della morte dell'uomo, e ha confermato che Israele ha preso di mira una casa in cui si trovava e che il bombardamento ha causato il decesso di tutte le persone presenti. La fonte ha riferito che la famiglia i leader delle brigate hanno confermato l'uccisione di Obeida dopo aver esaminato il corpo. Un portavoce israeliano, invece, aveva annunciato ieri che "un importante leader di Hamas era stato preso di mira a Gaza". Tel Aviv non ha confermato ufficialmente l’identità del bersaglio, ma diversi media locali e fonti di sicurezza hanno indicato che si trattasse dell'enigmatico portavoce. Fonti dello Stato ebraico hanno parlato di “ottimismo prudente” sull’esito dell’operazione, mentre Hamas ha smentito la notizia della morte, bollandola come campagna di “guerra psicologica” per fiaccare il movimento.

Obeida, figura simbolo della propaganda militare di dei terroristi della Striscia, ha costruito la propria immagine sul mistero. È apparso in pubblico sempre mascherato con una kefiah bianca-rossa, richiamando il combattente Emad Aqil, ucciso nel 1993 e trasformato in martire. Il suo nome di battaglia deriva da un compagno di Maometto, mentre la sua identità reale è rimasta a lungo ignota. Secondo diverse ricostruzioni, sarebbe nato a Jabalia. Entrato giovanissimo nelle al-Qassam, a partire dal 2002 si sarebbe occupato della redazione dei comunicati ufficiali. La sua consacrazione nel 2006, quando annunciò la cattura di Gilad Shalit: da allora divenne la voce ufficiale del movimento armato, protagonista di messaggi sintetici, mirati e calibrati per rafforzare la narrativa della resistenza.

Oltre al suo ruolo propagandistico, i biografi gli attribuiscono un percorso accademico: nel 2013 avrebbe conseguito una laurea in Teologia. Negli ultimi anni ha supervisionato, attraverso l’Unità Ombra, la gestione degli ostaggi israeliani: a lui si "devono" le liberazioni show, con guerriglieri in uniforme, scenografie studiate, documenti ufficiali, timbri e una costante produzione di materiale video. I suoi interventi hanno accompagnato i momenti più tesi del conflitto: appelli dagli ostaggi nei tunnel, dichiarazioni forzate, immagini di prigionieri malati o morenti. Un intero armamentario mediatico per alzare la posta in gioco.

Con il progredire delle operazioni delle Idf, il portavoce ha ridotto le apparizioni pubbliche. Dopo quasi quattro mesi di silenzio, era tornato a farsi sentire con un messaggio a luglio, e venerdì aveva rilasciato la sua ultima dichiarazione ad Al Jazeera: l’eventuale conquista di Gaza City, aveva avvertito, sarebbe stata “un disastro politico e militare per Israele”. Poche ore dopo quelle parole, l’aviazione di Tel Aviv ha colpito l’edificio in cui, secondo i servizi di sicurezza, si trovava.

Quanto Hamas possa uscire indebolita a questa perdita, ancora tutta da accertare, è difficile stimarlo.

L'organizzazione ha mostrato più volte di avere una capacità di autorigenerazione con tempi record. Tuttavia, aver colpito un pezzo a novanta potrebbe trasformarsi in un boomerang per le Idf: Obeida potrebbe presto diventare martire ed eroe.

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