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Trump potenzia Voice of America: cos'è e come lo usa per parlare agli iraniani

Voice of America Persian News Network, branca iraniana del servizio, iniziò a trasmettere i suoi programmi il 18 ottobre 1994 con una trasmissione televisiva di circa un’ora. VOA Farsi ora torna in auge come strumento del soft power americano

Trump potenzia Voice of America: cos'è e come lo usa per parlare agli iraniani
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Secondo quanto riportato dalla Cnn, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe diffuso un videomessaggio diretto agli iraniani invitandoli a rovesciare il loro governo una volta conclusa l’operazione militare statunitense in corso. Il messaggio è stato trasmesso tramite il servizio in lingua persiana di Voice of America (VOA Farsi), potenziato negli ultimi mesi per raggiungere direttamente la popolazione iraniana, anche tramite tecnologia satellitare, aggirando i frequenti blackout di Internet e telefonia.

Fondata nel 1942 per contrastare la propaganda nazista, Voices of America ha raggiunto 360 milioni di persone ogni settimana in decine di lingue, come parte importante della strategia di soft power statunitense durante la Guerra Fredda.

VOA Farsi e il suo ruolo storico

Voice of America Persian News Network, branca iraniana del servizio, iniziò a trasmettere i suoi programmi il 18 ottobre 1994 con un programma televisivo di circa un’ora. I suoi programmi radiofonici iniziarono invece il 22 novembre 1979 con 30 minuti di trasmissione al giorno. VOA Persian TV, invece, è stata chiusa a seguito di un ordine esecutivo proprio a firma di Trump, nel marzo scorso. L'ordine ha interrotto i finanziamenti federali per diverse organizzazioni mediatiche, tra cui Voice of America (VOA), Radio Free Europe/Radio Liberty e Radio Free Asia.

La US Agency for Global Media, l’agenzia governativa americana che supervisiona la VOA, proprio in queste ore spiega sui social che il servizio VOA Farsi è stato significativamente ampliato, consentendo di trasmettere il messaggio del presidente Trump “a tutto il popolo coraggioso dell’Iran attraverso ogni piattaforma disponibile, incluso il satellite”. Secondo la Cnn, a questo proposito, durante le proteste del mese scorso gli Stati Uniti hanno anche cercato di espandere l’uso dei trasponditori Starlink all’interno dell’Iran per aggirare le restrizioni del regime. Nonostante questi sforzi, resta incerto quanto ampiamente il messaggio di Trump possa effettivamente essere recepito dalla popolazione.

L’accusa di censura a danno di Reza Pahlavi

Proprio nelle ultime settimane, VOA è stata protagonista di accuse a proposito delle proteste iraniane. Il servizio persiano avrebbe censurato la copertura mediatica del principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi. Tre membri dello staff della VOA avevano infatti dichiarato che il consulente che supervisiona il servizio in lingua persiana della VOA, Ali Javanmardi, stesse escludendo qualsiasi video o audio dei manifestanti che scandivano il nome di Pahlavi, impedendo agli ospiti di discuterne liberamente.

Javanmardi e Kari Lake, responsabile dell'Agenzia statunitense per i media globali e sovrintendente di VOA Persian, hanno poi rilasciato dichiarazioni pubbliche in cui difendono la loro decisione di evitare di parlare di Pahlavi, sostenendo che non è loro compito promuovere certe figure dell'opposizione iraniana. Javanmardi, in particolare, curdo iraniano, viene accusato ripetutamente di alimentare il suo pregiudizio politico personale contro Pahlavi.

Il rinnovato ruolo di Voices of America

Il rinnovato ruolo di Voa non deve sorprendere. Voice of America, infatti, potrebbe essere stata utilizzata anche per trasmettere il messaggio Trump agli iraniani, in persiano, durante gli attacchi militari del giugno scorso. Lake, la persona scelta da Trump per supervisionare l'Agenzia statunitense per i media globali, dichiarò in quell’occasione, alla commissione per gli affari esteri della Camera, che le troupe della VOA avevano lavorato per trasmettere il messaggio di Trump mentre erano in corso le operazioni di bombardamento.

Il 13 giugno, il giorno in cui Israele lanciò il suo attacc, i giornalisti persiani di VOA – che erano stati lasciati in congedo amministrativo per mesi senza alcuna chiarezza sul loro futuro – furono bruscamente richiamati. Il giorno dopo, il servizio persiano di VOA ha tentato di trasmettere in diretta streaming le dichiarazioni di Trump sull'Iran, ma non ci è riuscito.

Come ha spiegato Patsy Widakuswara , corrispondente di VOA dalla Casa Bianca, l'audio si interruppe dopo pochi secondi e il video completo delle dichiarazioni di Trump non venne caricato per ore, lasciando ai media governativi tutto lo spazio per occupare la cronaca.

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