Leggi il settimanale

Biennale Venezia, l'Ue condanna l'apertura alla Russia e minaccia lo stop ai fondi

"La decisione della Fondazione Biennale non è compatibile con la risposta collettiva dell'Ue alla brutale aggressione russa". Sospetti legami con individui strettamente legati all'élite politica russa

Biennale Venezia, l'Ue condanna l'apertura alla Russia e minaccia lo stop ai fondi
00:00 00:00

Durissima presa di posizione dell'Unione europea contro la presenza degli artisti russi alla Biennale di Venezia. "Condanniamo fermamente la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di riaprire il suo padiglione nazionale alla 61a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia del 2026 - scrivono in una nota la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, responsabile per Sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia, Henna Virkkunen, e il commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, Glenn Micallef -. La Commissione Europea ha espresso una posizione chiara in merito all'illegale guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. La cultura promuove e tutela i valori democratici, incoraggia il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione e non dovrebbe mai essere utilizzata come piattaforma per la propaganda".

"Gli Stati membri, le istituzioni e le organizzazioni - prosegue la nota - devono agire in linea con le sanzioni dell'Ue ed evitare di dare spazio a individui che hanno attivamente sostenuto o giustificato l'aggressione del Cremlino contro l'Ucraina. Questa decisione della Fondazione Biennale non è compatibile con la risposta collettiva dell'Ue alla brutale aggressione russa. Qualora la Fondazione Biennale dovesse procedere con la sua decisione di consentire la partecipazione della Russia, prenderemo in considerazione ulteriori misure, tra cui la sospensione o la cessazione di un finanziamento Ue in corso alla Fondazione Biennale".

"Rileviamo inoltre la natura politica del progetto associato al padiglione russo e i suoi sospetti legami con individui strettamente legati all'élite politica russa. Questi collegamenti sollevano seri interrogativi sul rischio che la diplomazia culturale statale venga presentata sotto le mentite spoglie di uno scambio artistico", scrivono ancora i ministri nella lettera. "Per queste ragioni, noi sottoscritti ministri della Cultura e degli Affari Esteri, riteniamo che la partecipazione della Federazione Russa alla Biennale di Venezia sia inaccettabile nelle attuali circostanze. Pertanto - concludono gli esponenti Ue - invitiamo rispettosamente la dirigenza della Biennale di Venezia a riconsiderare la partecipazione della Federazione Russa all'Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia".

Il ministro Giuli: "La Russia? Liberi solo gli artisti dissidenti da autocrazie"

"L’arte è una delle migliori espressioni dell’identità plurale di un popolo: è libera quandoè libero il governo che la mette in condizioni di esprimersi. L’Italia appartiene al mondo libero ed è felice di valorizzare qualsiasi forma artistica, anche l’arte dissidente. Non si può dire lo stesso delle autocrazie che, all’interno della Biennale di Venezia, sono titolari di padiglioni come quello della Federazione Russa che verrà aperto, contrariamente all’opinione del governo italiano che rappresento, per la libera e autonoma scelta della Biennale di Venezia che siamo tenuti a rispettare". Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in un videomessaggio inviato alla conferenza stampa di presentazione del Padiglione Italia della Biennale Arte 2026.

"Per quanto mi riguarda, come ministro della Cultura, ritengo che l’arte di un’autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente rispetto a quella autocrazia - ha aggiunto Giuli -. Quando è scelta dai vertici di uno Stato autocratico, non ha la libertà consentita alla pura espressione artistica: quell’espressione che il popolo ucraino vede ogni giorno calpestata dalle bombe della Russia che, da oltre quattro anni, ne ha invaso i confini, le case, le famiglie, la libertà".

L'intervento del ministro Giuli fa seguito al comunicato diffuso lo scorso 5 marzo dal MiC dopo che la Biennale di Venezia, presieduta Pietrangelo Buttafuoco, aveva annunciato le 99 partecipazioni nazionali alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte (da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026). In quella nota, il ministero della Cultura precisava che l'apertura del padiglione della Federazione Russa era stata "decisa in totale autonomia dalla Fondazione Biennale, nonostante l'orientamento contrario del governo italiano".

"Come ribadito più volte dal ministro Giuli, anche in occasione dei diversi incontri e colloqui con le autorità ucraine - si leggeva nella nota del MiC - l’Italia sta dedicando grande attenzione alla tutela del patrimonio artistico ucraino, colpito dai bombardamenti russi che si protraggono ormai da oltre quattro anni, a partire dall’impegno per la ricostruzione di uno degli edifici simbolo dalla storia culturale dell’Ucraina, la grande cattedrale ortodossa della Trasfigurazione di Odessa, gravemente danneggiata dal conflitto".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica