Sembrerà solo un banale selfie quello di Mattia Tombolini, il fu assistente di Ilaria Salis di cui Il Giornale si è occupato. Ci riferiamo alla foto fatta questa notte davanti al nostro gruppo editoriale: Tombolini si è fatto fotografare con alle spalle l’edificio in cui ci sono la sede de Il Giornale e Libero, scrivendo “J’ho portato er curriculum”. E, sotto un commento in cui un utente scrive “immagino l’odore da fuori”, lui risponde “stavo a scrive tante cose ma sto bono dai (puzza de carogna)”.
A dispetto del tono scherzoso utilizzato da Tombolini però, che ieri come si può evincere era in piazza con gli antagonisti nel capoluogo lombardo e con il gruppo con lo striscione che riportava la scritta “ANTIFA”, il suo post ha già fatto il giro nei gruppi degli anarchici. Che messaggio voleva mandare il signor Tombolini? Non dimentichiamo che ha una condanna in primo grado a quattro mesi di reclusione per diffamazione nei confronti di Marco Cossu, esponente locale di Fratelli d'Italia e sindaco del Comune di Casperia e vicepresidente della provincia di Rieti, e che ha pubblicato diversi post violenti sui propri social tra cui il video di un pupazzo costruito con la base di una fiamma tricolore (simbolo di FdI) e il volto caricaturale di Giorgia Meloni bruciato a Poggio Mirteto con la didascalia: "Brucia stronza".
In più, secondo un articolo pubblicato da Repubblica nel febbraio 2014 sulle misure adottate dopo una manifestazione violenta organizzata 4 mesi prima a Roma, Mattia Tombolini, "militante di Alexis e Acrobax" è stato "agli
arresti domiciliari per gli scontri del 31 ottobre". Il riferimento è agli scontri tra centri sociali e polizia - avvenuti in via del Tritone, a Roma - che hanno portato all'arresto di 17 militanti accusati di vari reati.