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"Bulli". The Guardian per difendere Saviano attacca Meloni e Salvini

Il quotidiano britannico si immola a difesa dello scrittore: "È indegno intimidirlo in questo modo. Meloni usa una retorica incendiaria"

"Bulli". The Guardian per difendere Saviano attacca Meloni e Salvini

Non bastava la sinistra nostrana: ora anche The Guardian cerca di impartire lezioni all'Italia. Nello specifico il quotidiano britannico ha voluto prendere una posizione netta alla luce dei procedimenti in corso tra Roberto Saviano, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Gennaro Sangiuliano. Sta facendo molto discutere il processo che vede lo scrittore imputato di diffamazione, ma a sua difesa si è immolato The Guardian attraverso un editoriale: da una parte si è schierato a favore del giornalista; dall'altra si è scagliato duramente contro gli esponenti del governo di centrodestra.

The Guardian a difesa di Saviano

Sulle colonne del quotidiano britannico ha trovato spazio una dura accusa all'indirizzo degli esponenti dell'esecutivo del nostro Paese. "The bullying of one of Italy's most respected writers by Giorgia Meloni and Matteo Salvini is an assault on press freedom", si legge nel sommario dell'articolo. In sostanza si parla di "bullismo" da parte di Giorgia Meloni e Matteo Salvini ai danni di "uno degli scrittori più rispettati d'Italia". Il che viene giudicato come "un attacco alla libertà di stampa".

Nell'editoriale viene posta l'attenzione sull'abuso della legge italiana in merito alla diffamazione come strumento per intimidire e silenziare il dissenso. Non solo: viene ritenuto "indegno di uno Stato membro fondatore dell'Unione Europea" il fatto che i politici in questione facciano fronte comune "per intimidire uno scrittore in questo modo".

The Guardian ha poi puntato il dito contro "la retorica incendiaria dispiegata dalla Meloni in relazione alla migrazione e ad altri temi" e ha palesato il timore che l'impatto di questa vicenda possa "alimentare ulteriormente un clima di paura e autocensura tra editori e giornalisti in Italia". Da qui l'appello al presidente Meloni e al ministro Salvini affinché lascino che Saviano "lavori in pace".

Lo scrittore gongola

Evidentemente il quotidiano britannico vuole far passare per martire uno scrittore che non ci ha pensato due volte nel ricorrere all'utilizzo di parole durissime e che vanno sul piano personale. Saviano, nel corso di una puntata di Piazzapulita nel dicembre 2020, aveva preso posizione sul tema dei migranti e si era riferito a Giorgia Meloni e Matteo Salvini definendoli "bastardi". Di fronte a un epiteto del genere bisognerebbe rimanere in silenzio?

Ovviamente l'intervento di The Guardian ha fatto gongolare lo scrittore che, rilanciando l'editoriale, ha riferito di avere "difficoltà" a spiegare ai giornalisti stranieri "i contorni della vicenda" che lo vede al centro di tre processi con altrettanti ministri di questo governo. "Per la stampa internazionale quello che mi sta succedendo è ai limiti dell'incredibile", ha lamentato. E ha denunciato un "atteggiamento aggressivo nei confronti della libertà di stampa" che "colpisce tutti".

Infine lo scrittore ha colto la palla al balzo per attaccare l'esecutivo guidato dal centrodestra: "Questo è quello che ci aspetta: un governo di estrema destra che per silenziare il dissenso, per isolare le voci critiche, ricorre a intimidazione e minacce". Poteva mai mancare la solita storiella della destra pericolosa? Quale occasione migliore per paventare il pericolo di una deriva anti-democratica? Saviano ringrazia e si gode l'assist fornito da The Guardian.

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