Divieto di fumo a Milano, Cruciani esplode: "Sala, ma vaff..."

Il conduttore della "Zanzara" ha stroncato i provvedimenti di Torino e Milano: "Attacco alla libertà personale"

Divieto di fumo a Milano, Cruciani esplode: "Sala, ma vaff..."
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La nuova ossessione delle amministrazioni comunali della sinistra è il fumo. Per qualche sindaco non è sufficiente la vasta gamma di divieti presenti, no. E’ necessario inventarsi qualcosa di nuovo, di fantascientifico, di incommentabile. A Torino il Consiglio comunale ha approvato una delibera stabilendo come non si possa fumare all’aperto a una distanza inferiore a cinque metri da altre persone, a meno di avere il loro esplicito consenso. Ma non è l’unica amministrazione dem a ricorrere a un inasprimento draconiano. Anche la Milano di Beppe Sala dice basta alle “bionde” all’aperto, stabilendo un rispetto della distanza “di almeno 10 metri”. Ideologia allo stato puro, a dir poco tranchant la reazione di Giuseppe Cruciani.

Nel corso del consueto appuntamento con “La Zanzara” su Radio 24, il giornalista non ha utilizzato troppi giri di parole per esprimere il suo disappunto sulla novità introdotta da Beppe Sala & Co.: "Posso dire una cosa? Sala, vaffanculo. Dai, detto con amore, dai. Ma come cazzo si fa, è impossibile applicare questa cosa. I vigili hanno già tante cose da fare a Milano. Non ne posso più". Un affondo muscolare, a testimonianza del clima sul dossier, che ha già infiammato i social nelle ultime ore.

In precedenza, Cruciani aveva posto l’accento sull’attitudine delle amministrazioni comunali rosse di ricorrere a simili limitazioni:"Io vado ai matti, perchè vietare il fumo all'aperto? È una roba da pazzi. Tutti vorremmo un mondo straordinario, dove non si muore di tumore. Dentro i parchi è già vietato, ma come fai a stabilire se sono 2, 3 o 5 metri di distanza? È impossibile”.

Soffermandosi sul caso di Torino, Cruciani ha parlato di un provvedimento sostanzialmente inutile, invitando il sindaco Lo Russo a ritirarlo: “So che mi ascolta spesso: venga qui a discuterne, lo ospitiamo come abbiamo già fatto per quella follia di ospitare Askatasuna”. L’analisi è perentoria, non potrebbe essere altrimenti: “È una cosa ridicola, è una cosa contro la libertà personale. Non siamo a Singapore, nemmeno a New York succede una cosa del genere”.

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