Debora Massari, bresciana, classe 1975, imprenditrice, ha trascorso 25 anni nell'azienda del papà, Igino Massari, dove è riuscita a far volare il brand. Nel 2022 Forbes l'ha inserita tra le cento donne di maggior successo e la sua pagina Instagram vanta 660mila follower. Forte della sua esperienza di docente insegna alla 24 Ore Business School è diventata influencer nell'universo della pasticceria. È conosciuta anche in tivù: da Masterchef accanto al papà nel 2023, sono seguite altre partecipazioni e grazie alla sua passione per la danza è arrivata a Ballando con le Stelle. Da ottobre 2025 è assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia.
Quando ha lasciato l'azienda qual è stato il commento del papà?
«Era dispiaciuto, ma è un uomo che lascia trapelare poco le emozioni. Perciò mi ha detto sii te stessa. Non è interessato alla politica: è rimasto al suo posto con la mamma, nella storica pasticceria aperta a Brescia nel 1971».
Dove però lei non ha lavorato.
«No, io e mio fratello siamo sempre stati in azienda, a Brescia. Sono entrata giovanissima dopo la laurea in Agraria, ho scelto Scienze e Tecnologie alimentari e un percorso in biochimica».
Cosa trasferisce in Regione della sua esperienza imprenditoriale?
«Il metodo e una cultura della responsabilità. Facendo un parallelismo: chi è addetto alla cottura sa che un forno cuoce in base a parametri precisi, se cambi pochi gradi modifichi anche il risultato. Lo stesso in politica».
Si riferisce agli obbiettivi?
«Sì, devono essere precisi, quasi misurabili, con le necessarie verifiche. I convegni non devono sostituire le azioni, né le scelte. Sono utili a confrontarsi, ma poi deve arrivare la decisione».
Oltre al metodo?
«Un principio molto semplice: se una cosa si può fare, lo si dice subito. Penso che non si debbano alimentare false aspettative, se non ci sono i presupposti finanziari e di fattibilità bisogna dire no. La chiarezza è una forma di rispetto».
Lei ha creato il brand dell'azienda pasticcera di famiglia e Igino Massari è conosciuto dappertutto.
«Un brand non nasce perché qualcuno lo decide, ma quando il racconto e la condotta sono in linea. Nel caso della pasticceria sono partita da qualcosa che era già straordinario dal punto di vista tecnico: se non ci sono le basi e le competenze, un brand non va lontano».
La sua visione di turismo?
«Non è un flusso di persone, né un settore isolato. Piuttosto è un movimento trasversale che integra la cultura, lo sport, l'enogastronomia. È importante dedicarsi alla destagionalizzazione, ma non sarà cosa semplice: nelle imprese tutte le maggiori attrattività hanno picchi, ci sono stagionalità che non si possono eliminare. Lavoreremo per ridurre gli squilibri e creare continuità. Ecco perché puntiamo sulle integrazioni, con lo sport e la cultura ad esempio. Poi cerchiamo di valorizzare i percorsi dei borghi per disperdere l'eccessivo afflusso di visitatori. I turisti sono più consapevoli, vogliono conoscere le tradizioni produttive, la storia».
Milano in tutto questo?
«Non è solo una destinazione turistica, è una piattaforma che comprende finanza, moda, design; ha un turismo funzionale e produttivo, vi si arriva richiamati dalle fiere, per il business. Milano è la porta di ingresso e il territorio restante è l'autentica esperienza. La strategia è orchestrare, passando dai Laghi alla Franciacorta a Mantova o Cremona, saper raccontare le filiere e la musica».
Progetti?
«Non voglio anticiparli fino a quando non saranno pronti. Stiamo rivendendo il brand della Lombardia, vogliamo chiarire l'identità regionale e il posizionamento. Nel tennis che è una mia passione, non basta esser bene posizionati, il colpo perfetto è l'effetto finale di una catena ben congegnata di movimenti. Perciò alla Lombardia non basta trovarsi sui mercati, ogni passo successivo deve essere allineato».
Quali sport pratica?
«A tre anni ho cominciato judo con papà, poi per accontentare mamma ho iniziato la danza classica, da grande mi sono appassionata al Latin international e appena posso ballo. Visto che ora ho poco tempo e ho necessità di muovermi perché mi aiuta a concentrarmi e a liberarmi dai pensieri, uso la bike sportiva a casa».
Si dice sia una grande lavoratrice.
«Da papà ho ereditato la determinazione, tutti in casa abbiamo sempre lavorato molto, per me non esiste sabato né domenica. Lo stesso vale per mio marito, però se vogliamo ci ritagliamo del tempo».
Un commento sul passaggio da Fratelli d'Italia a Forza Italia di Barbara Mazzali (sua predecessora in assessorato).
«La politica è fatta di scelte: rispetto e non giudico».
Ha due figli
di 14 e 18 anni, che mamma è?«Sarei un po' chioccia, poi mi chiedo che tipo di adulti sto formando con mio marito e come accompagnarli all'età adulta: i genitori devono essere allineati, sennò si crea confusione».