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Le miopie sinistre, il bavaglio grillino e i pro Maduro: ecco il podio dei peggiori

Progressisti in fibrillazione per i saluti romani tacciono sull'aggressione ai giovani di Fdi. Il 5 Stelle contro il Giornale per lo scoop su Dossieropoli. Landini in piazza per Maduro. Ecco i peggiori della settimana

Le miopie sinistre, il bavaglio grillino e i pro Maduro: ecco il podio dei peggiori
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Al terzo posto del podio dei peggiori, questa settimana, abbiamo gli acchiappafantasmi della sinistra, quelli per cui la sola emergenza nazionale sono i saluti romani, la restaurazione del Ventennio e la dittatura della destre. Quelli che poi però si barricano nel silenzio quando l'odio, o meglio la spranga, colpisce quattro giovani militanti di Gioventù nazionale. I ragazzi sono stati vittima di un brutale agguato proprio mentre erano in giro per Roma ad affiggere i manifesti per ricordare le vittime di Acca Larentia. Una violenza inaudita, con tanto di coltelli e bastoni, che la dice lunga sul clima che si respira nel nostro Paese. Una violenza che finisce con un bollettino da ospedale e, per fortuna, non da obitorio e che ci riporta drammaticamente a rivivere l'orrore degli anni di piombo. Eppure, nonostante tutto questo, per una certa sinistra l'unico vero ostacolo alla democrazia non sono i venti che hanno menato le mani ma i cento che hanno teso il braccio. Basta leggere le dichiarazioni rilasciate dopo l'aggressione per capire il livello dell'opposizione.

Al secondo posto troviamo i Cinque Stelle che, schierati a difesa di Ranucci, vorrebbero imbavagliare il Giornale e il nostro direttore Tommaso Cerno. La storia è quella del mega archivio del commercialista Gian Gaetano Bellavia, consulente da decenni di diverse procure ma anche della trasmissione Report. Solo che, anziché inorridire davanti alle centinaia di persone dossierate, i "puri" di Conte se la prendono con chi denunciano. "È uno spettacolo indegno vedere personaggi come Tommaso Cerno che, pur essendo contrattualizzato con la Rai, svolga sistematicamente un’attività di demolizione a danno della stessa Rai tramite il suo giornale", ha detto il capogruppo M5S in commissione di vigilanza Rai Dario Carotenuto. Lo sappiamo molto bene dai tempi del "vaffa" e dei giornalisti messi alla gogna sul blog di Beppe Grillo, per i Cinque Stelle la sola stampa "libera" è quella che la pensa come loro, che piace a loro e che dà loro ragione. Ma, manco a dirlo, noi del Giornale non ci lasciamo intimidire da nessuno e ovviamente continueremo a fare il nostro lavoro.

Al primo posto c'è la sinistra pro Mad. Smessa la bandiera della Palestina, col nuovo anno ecco i progressisti vestire i colori del Venezuela. Ma non per difendere il popolo oppresso da un regime che lo riduce alla fame e limita i suoi diritti. A sinistra corrono al fianco del dittatore. Alfiere di questa armata brancaleone è, ancora una volta, Maurizio Landini che, al presidio della Cgil per "condannare e reagire all'aggressione di Trump nei confronti del Venezuela", si schiera apertamente con il presidente deposto. "È stato eletto dal popolo", dice al Foglio. Peccato che il popolo non la pensi così. E, infatti, l'assurdo sit in della Cgil finisce con la contestazione di alcuni venezuelani che il regime di Maduro l'hanno vissuto sulla propria pelle. La presunzione e l'ideologia di una certa sinistra non hanno limiti.

È così quando indossa la kefiah e non riesce a condannare le barbarie di Hamas. Ed è così quando alza il pugno e difende Maduro. E poi Mister "Sciopero" Landini non si stupisca se gli iscritti alla sua Cgil continuano a diminuire: da ottobre 2024 allo scorso 8 agosto ne ha "persi" ben 45mila. Forse, forse dovrebbe farsi qualche domanda.

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