"Non fu un bel messaggio…". Monti a muso duro contro Berlusconi

Il senatore a vita attacca il leader di Forza Italia, scomparso ieri, accusandolo di avere fatto passare in maniera equivoca tutti i suoi discorsi relativi alle tasse

"Non fu un bel messaggio…". Monti a muso duro contro Berlusconi
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Dopo averlo elogiato nella giornata di ieri, Mario Monti torna a parlare anche oggi sulla figura di Silvio Berlusconi, scomparso all'età di 86 anni. Anche se, in questa circostanza, ha voluto scagliare qualche attacco politico (forse) un po' di troppo sul tema delle tasse. L'ex commissario europeo era subentrato proprio al Cavaliere nel ruolo di presidente del Consiglio. Era il novembre 2011 e il senatore a vita giurò nelle mani di Giorgio Napolitano, quale nuovo capo di un governo tutto composta da tecnici, dopo le dimissioni del Berlusconi IV in piena tempesta finanziaria da spread.

Subito dopo la notizia del decesso del leader di Forza Italia, Monti aveva reso "omaggio a quest'uomo coraggioso, generoso e controverso, con il quale ho avuto convergenze e dissensi, ma sempre in un rapporto di stima e lealtà". Poi, "sul piano istituzionale, poi, credo che sia l'Italia a dover dare atto al Presidente Berlusconi di avere, con l'appoggio parlamentare del suo partito, unito a quello del Pd e del Terzo polo in una vera unità nazionale, permesso all’Italia e all'Europa di superare, con misure anche impopolari, la grave crisi finanziaria esplosa nel 2011".

Monti impreciso su Berlusconi e le tasse

Tuttavia, nella giornata odierna, ha deciso di aggiungere qualche considerazione in più su Berlusconi. Pur definendolo "una persona gigantesca, per quello che ha fatto e per come ha trasformato il Paese", secondo Mario Monti il quattro volte presidente del Consiglio ha esercitato la sua responsabilità "con tanti effetti positivi. Ma ha avuto anche, nel rapporto tra Stato e cittadini, effetti moto negativi". I motivi? Li espone in occasione dell'ultima puntata di Radio Anch'io, su Rai Radio 1. "Ha indebolito l'autorità dello Stato, presentandolo come un estorsore, con una condanna radicale dell'istituto della fiscalità, della tassa - ha affermato l'ex premier -. A nessuno piace pagare le tasse e se una persona così autorevole, in quella posizione, usa una espressione come 'lo Stato mette le mani nelle tasche degli italiani' non è un bel messaggio".

A dire la verità, però, quest'ultima frase riportata da Monti aveva ben poco a che fare con un invito a non pagare le tasse - presupponendo il fatto che lo Stato fosse un "estorsore" -. Silvio Berlusconi, infatti, voleva esprimere un messaggio con il quale ha sempre messo in evidenza uno dei perni della sua politica economica: ovvero quello di abbassare le tasse. Lo ha sempre dichiarato in questi 30 anni di attività istituzionale.

In una delle tante recenti occasioni pubbliche il leader di Forza Italia (non ultimo quando era ospita di Bianca Berlinguer, su Rai3) si era detto infatti orgoglioso di "non avere mai messo le mani nelle tasche degli italiani", a dimostrazione del fatto che i suoi governi non avevano mai alzato le tasse. Ecco perché, quindi, Monti sbaglia a fare una narrazione sul tema del fisco durante gli esecutivi di centrodestra che dovrebbe essere più completa.

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