Il 18 aprile la manifestazione dei Patrioti in piazza del Duomo a Milano ci sarà. Il Partito democratico a Palazzo Marino, tramite la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, ha provato a esortare Prefettura e Questura ad annullare l’evento, senza esito. Lo stesso sindaco, Beppe Sala, ha ammesso che non ci sono elementi per vietarla ma, nonostante questo, Buscemi insiste e non ha intenzione di ritirare l’ordine del giorno, che arriverà regolarmente in Aula domani.
“Ho depositato un nuovo testo per il consiglio di lunedì in cui prendo atto del fatto che il sindaco ha sentito il prefetto e il questore, che hanno confermato la manifestazione - ha spiegato Buscemi a margine di una manifestazione in difesa della sanità pubblica – chiedo pertanto un voto politico all'aula contro il Remigration summit, che è assolutamente xenofobo e razzista”, ha dichiarato Buscemi. Insomma, il Pd vuole vincere anche quando non vince, chiedendo all’Aula, che ha la maggioranza sinistra, un voto politico contro la manifestazione alla quale parteciperà la Lega. Il risultato del voto appare scontato e i dem potranno trincerarsi dietro questo per dire che hanno avuto ragione loro e forse per tentare, nei loro progetti, di creare una spaccatura nella coalizione di maggioranza.
“Il centrodestra a sua volta è molto diviso e combattuto esattamente sugli stessi temi, quindi prova è che si tratta di una piattaforma assolutamente non condivisibile. Ogni critica di sinistra illiberale è assolutamente respinta. Questa è una manifestazione che non è assolutamente coerente con i nostri valori costituzionali e quindi sono determinata ad andare avanti”, ha ribadito Buscemi. I Patrioti sono la terza colonna del Parlamento europeo per numero di iscritti e vi fa parte la Lega ma non Forza Italia (che aderisce al Ppe) e nemmeno Fratelli d’Italia (che aderisce a Ecr) ma questo non significa che considerino i Patrioti non costituzionali. Sembra di assistere alla recita dello stesso copione di sempre: il Pd che si erge a difensore della Costituzione cercando di imporre il proprio pensiero e di censurare, con questo pretesto, chi non si trova su quella linea.
Buscemi rivendica di non aver mai chiesto di vietare la manifestazione ma “di valutare se vi fossero requisiti di ordine pubblico e ho chiesto al Consiglio comunale di esprimersi contro un evento che si ispira alle deportazioni viste in Europa alla fine degli anni Trenta”. Ed è vero che questo è il passaggio riferito al Prefetto al Questore, unici titolati a decidere in tal senso, che avevano già dato il proprio assenso in nome del diritto di espressione di tutti.
Ma nell’ordine del giorno si legge anche che il “Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta” a “negare, così come è già accaduto, l’utilizzo di spazi comunali, patrocini o agevolazioni di qualsiasi tipo a organizzazioni che si facciano promotrici di messaggi discriminatori o che non dichiarino esplicitamente il rispetto dei valori antifascisti e costituzionali”. Non sarà un invito a vietare l’incontro dei Patrioti, visto che non è competenza del Comune, ma è una linea di indirizzo di pensiero molto chiara su una valutazione soggettiva.