Letteratura

Paolo Borzacchiello: "Vi svelo il segreto per essere felici"

Dopo aver raccontato l'importanza delle parole nel cambiamento della nostra vita, torna il linguista Paolo Borzacchiello che nel suo ultimo libro "Forse sei già felice e non lo sai" (Mondadori), si concentra sul concetto di felicità

Paolo Borzacchiello: "Vi svelo il segreto per essere felici"

Torna Paolo Borzacchiello, uno degli autori di best sellers sul self help più amati e prolifici. Scrittore, consulente e imprenditore è fra i massimi esperti di intelligenza linguistica applicata al business. Da oltre quindici anni si occupa di studio e divulgazione di tutto ciò che riguarda le interazioni umane e in particolare modo il linguaggio. Dopo i grandi successi de La parola magica, La quinta essenza o Il super senso solo per citarne alcuni, nel nuovo libro Forse sei già felice e non lo sai (Mondadori), si concentra nella "ricerca della felicità" o meglio nel saperla riconoscere quando è sotto i nostri occhi, ma non riusciamo a vederla. Un libro che, con "bruttale onestà", come cita uno dei suoi tanti lettori e anche il sottotitolo del libro: "Il primo manuale di crescita personale realistica e sostenibile", riesce a togliere le luci artificiali della nostra mente e a farci vedere realmente la nostra vita, che spesso è molto più felice di quello che immaginiamo.

Il suo libro è appena uscito, ed è già in vetta alle classifiche; cosa amano tanto i lettori dei suoi insegnamenti?

"Non so cosa i miei lettori e i miei followers amino di me. Mi piace pensare che apprezzino il fatto che sono autentico, che il personaggio che vedono sui social corrisponde a quello che incontrano dal vivo, durante gli spettacoli o le convention. Che amino inoltre la mia costante ricerca, il non accontentarmi mai, il mio continuo studiare per offrire loro sempre il massimo e idee che possano concretamente cambiare le loro vite".

Cos'è per lei la felicità?

"Non esiste in quanto tale. O meglio, esistono tanti momenti buoni, anche bellissimi, che si susseguono gli con gli altri, alternati a momenti meno belli. È chimica, non puoi star bene se prima non sei stato meno bene. Ecco perché quando mi chiedono se sono felice rispondo che no, non posso esserlo. Mi limito a collezionare momenti straordinari".

Ci hanno insegnato che 'volere è potere', che la fortuna non esiste" e siamo noi ad attirare la buona e la cattiva sorte. Nel libro rivoluziona questi concetti. Dove abbiamo sbagliato fino ad ora, e da cosa dobbiamo ripartire?

"Dobbiamo smettere di fidarci delle false promesse dei guru della formazione e della nostra naturale attrazione per le soluzioni comode o che ci fanno immaginare di poter ottenere risultati senza un minimo di fatica. La fortuna esiste, così come non sempre volere è potere. Dobbiamo ripartire dalla scienza, dall'analisi di quel che succede davvero, dal collegare il cervello al cuore".

Quali sono le cose che ci impediscono di essere felici?

"Ce ne sono tante. Molte portano il nostro stesso cognome. A parte tutto, spesso quel che ci impedisce di essere felici, è l'idea distorta che abbiamo della felicità. Sapere le cose come stanno davvero, secondo me, aiuta molto. Che poi è il motivo per cui ho scritto questo libro".

Perché spesso si ha paura di essere felici?

"Sensi di colpa, paura di splendere, paura che la nostra gioia tolga il sorriso a qualcun altro, paura di non meritarcelo davvero. È una lunga lista di motivi, purtroppo".

La ricerca della felicità sembra un lavoro faticosissimo, lo è in realtà?

"Sì, lo è. Ci vogliono sudore e impegno. Non puoi diventare intelligente in un paio di settimane, non puoi farti un fisico da urlo in un mese, non puoi cambiare la tua vita strizzando gli occhi e visualizzando cose belle. Non funziona così, il cervello ha le sue regole che vanno conosciute e rispettate".

Scrive: "Come prima cosa, dobbiamo fare tabula rasa e ridefinire il campo di gioco". Cosa significa?

"Come dicevo, dobbiamo sapere come stanno le cose davvero. Se viviamo con regole sbagliate in testa, otterremo sempre risultati difformi dalle nostre attese".

Lei dice che spesso abbiamo il tesoro davanti agli occhi e non riusciamo a vederlo; non sembra però una sorta di: “accontentiamoci di quello che abbiamo”?

"Uno dei miei motti è: "Essere sempre contenti, senza accontentarci mai". Non invito mai alla resa, anzi. invito semmai al riconoscimento dei nostri limiti oggettivi, così che possiamo lavorare per superarli, ma senza pretese che non possono essere realizzate".

Ho letto moltissime recensioni dei suoi lettori, quella che mi ha colpito di più dice: “Finalmente un libro di self help di brutale onestà”. Si rivvede in questo concetto?

"Come dicevo, amo raccontare come stanno davvero le cose. Sono brutale: non puoi avere tutto quello che vuoi, a volte una botta di sfortuna può rovinarti la vita, non tutto dipende da te, e l'atteggiamento positivo non basta. Racconto la verità, che non è esattamente commerciale come quella che raccontano molti altri, ma almeno è un tipo di verità che può rendere la vita almeno un po' più semplice".

Forse sei già felice e non lo sai

Commenti