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Milano e le streghe di piazza Vetra, storie e leggende

Streghe, magia, roghi e inquisizione, ci sono tutti gli ingredienti più importanti che caratterizzano la storia e i misteri di uno dei luoghi più singolari di Milano, piazza Vetra

Milano e le streghe di piazza Vetra, storie e leggende

Piazza Vetra, da sempre è una testimone silenziosa e involontaria di innumerevoli vicende macabre e uccisioni che, nel tempo, ne hanno caratterizzato la fama. La sua struttura attuale oggi è parte integrante del parco delle Basiliche, ovvero un'area verde di ritrovo ma anche luogo di collegamento tra la Basilica di San Lorenzo e la Basilica di San'Eustorgio. Intitolata nel tempo a Papa Giovanni Paolo II, per tutti i milanesi è da sempre e solo piazza Vetra. Negli anni ha cambiato il suo look, divenendo luogo di relax per gli avventori e sgambata per i cani, ma anche ritrovo per aperitivi e cene grazie ai molti locali di zona. Non ha perso la sua nomea di luogo malfamato e cupo, magico ma tormentato. Ecco la sua incredibile storia.

Piazza Vetra, tra streghe, roghi e magia

Piazza Vetra retro

Nonostante gli interventi di modernizzazione urbanistica e sociale, in piazza Vetra rimane inalterata quell'atmosfera cupa che trasuda sofferenza. Un luogo con un passato pesante ma al contempo una location piena di fascino e bellezza, ora parco e area di collegamento tra le storiche basiliche di San Lorenzo e Sant'Eustorgio. Con un trascorso da brividi, intriso di morte, dove venivano ingiustamente condannate le donne perché accusate di stregoneria. Bruciate direttamente sul rogo, tra le fiamme imposte dall'inquisizione, tra sofferenza e urla lancinanti. Si dice che ancora oggi è possibile udire riecheggiare le urla strazianti della loro morta cruenta.

Un tempo era d'obbligo attraversare un passaggio per arrivare a piazza Vetra, il ponte della morte che sporgeva sopra il canale della Vetra ora coperto. Le accusate vi camminavano sopra per giungere verso la pira e trovare, tristemente, la morte. Sono tanti i nomi che, qui, hanno trovato un'uccisione ingiusta, ben nove le donne giudicate come streghe dal 1595 al 1631. Con alcuni antefatti già nel 1300 come Sibilla Zanni considerata una strega, e nel 1617 Caterina de Medici, accusata di aver avvelenato Melzi D'Eril. A stabilire il legame con il demonio era un testo, redatto dall'esorcista di fiducia del cardinale ed arcivescovo Federico Borromeo, noto come "Compedium maleficarum". Secondo i testi dell'epoca le streghe erano solite banchettare con il demonio, oppure compiere atti sessuali. Una credenza nefasta che aveva contribuito a rendere l'atmosfera meneghina più cupa e crudele, costringendo molte donne alla morte tra le fiamme. E successivamente anche molte vittima della peste perché considerate colpevoli di diffonderla. Accanto alla piazza era presente un luogo misterioso dove le vittime venivano condotte per subire torture e violenze fisiche, un atto crudele prima della morte sulla pira. Con il tempo Milano si oppose a questa pratica brutale e, per fortuna, la caccia alle streghe si concluse nel 1641, con l'ultimo rogo. E alla fine del 1700 tutti i documenti relativi a questo periodo terribile trovarono spazio tra le fiamme, sparendo per sempre.

Piazza Vetra, le origini e l'evoluzione nei secoli

San Lazzaro piazza Vetra

L'origine del nome di piazza Vetra pare giunga dal corso d'acqua che attraversa la zona, come accennato il canale della Vetra e ora parte integrante della Milano sotterranea. Ma esistono anche ipotesi differenti che ne riconducono la genesi alla presenza di un'omonima famiglia nobiliare, ma anche a un'antica fortificazione eretta in difesa della città nota come "castrum vetu". E c'è chi la riconduce al presidio di soldati presenti in difesa del Palazzo imperiale romano di Milano, noti come Castra vetera, e chi a via Vetraschi dove erano concentrati i laboratori dei conciatori di pelli che ne raschiavano la superficie con i vetri. L'area di piazza Vetra ha attraversato la storia cambiando lentamente fisionomia, complici i bombardamenti bellici e la successiva ricostruzione.

Nonostante abbia cercato di scrollarsi di dosso l'immagine funebre legata alle condanne per stregoneria, nel tempo è diventata luogo della malavita e microcriminalità milanese nota come ligéra. Ma anche zona di spaccio e prostituzione, oltre a sparatorie come quella tra i membri della banda di Vallanzasca con le forze di polizia. Oggi è una zona verde e di incontro, area sgambo per cani, parco giochi per bambini e anche luogo di riparo per chi purtroppo non ha una casa. Curata e molto frequentata, piazza Vetra appare bella ma malinconica, vegliata dalla statua di San Lazzaro sorta per le celebrazioni all'aperto durante il periodo della peste. Nonostante l'atmosfera attuale c'è chi suggerisce di attraversarla in silenzio, per rispetto nei confronti di chi qui vi ha perso la vita.

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