Quelli del No hanno poche idee, ma furiose. Benché non sappiano dire come, danno a bere agli elettori che una vittoria del Sì consegnerebbe i magistrati alle fauci della destra di governo. Al contrario, Antonio di Pietro, uno che se ne intende, dice che le toghe del No si sono inginocchiate davanti all’Anm, la quale comanda come Stato extraterrestre detto Csm dove si decide a porte chiuse il delitto e il castigo di tutte
le toghe. Finora errori e sciatterie sono stati perdonati e premiati con avanzamenti di carriera. Chi fece marcire Enzo Tortora in galera prima di accorgersi che il numero di telefono sequestrato a un camorrista era quello di un tal Enzo Tortona, ebbe comunqueil premio. La stessa idea di referendum è trattata da loro come sovversiva. Eppure, non avremmo i diritti civili che abbiamo senza i referendum degli anni Settanta. Ad oggi, se un magistrato fa scontare quasi due anni in più e finisce davanti alla sezione disciplinare,
cosa volete che succeda? Perdonato e promosso.
«Quelli del No» hanno lanciato una campagna di torbida magia woodoo contro il Sì sostenendo che il nostro vero scopo è sottomettere i Pm a Meloni. Però, se messi con le spalle al muro per spiegare come ciò potrebbe accadere, hanno un malore, roteano gli occhi e sputano lucertole.