Il gruppo tunisino "Al Mahdi" rivendica l'attentato a Nizza

Ordinata l'apertura di un'indagine sulla presunta esistenza del gruppo terroristico nel sud della Tunisia dopo un post apparso sui social network

Un post apparso sui social ha fatto scattare l'ordine di aprire un'indagine sulla presunta esistenza del gruppo terroristico "Al Mahdi" nel sud della Tunisia, sigla ad oggi sconosciuta, e sul suo potenziale coinvolgimento nell'attacco terroristico avvenuto a Nizza. A farlo sapere è stato Mohsen Dalì: il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tunisi all'agenzia Tap ha informato che un individuo avrebbe affermato di far parte del gruppo in questione e avrebbe anche rivendicato la responsabilità dell'attentato. Lo stesso Dalì aveva dichiarato che il 22enne Brahim Aoussaoui non è classificato come terrorista dalle autorità tunisine. Nelle scorse ore hanno fatto molto discutere le indiscrezioni secondo cui l'assassino sarebbe sbarcato in maniera clandestina a Lampedusa il 20 settembre scorso, per poi ricevere un decreto di respingimento datato 9 ottobre con ordine di abbandonare il territorio nazionale entro 7 giorni.

Il pubblico ministero presso il Centro giudiziario per la lotta al terrorismo della Tunisia nella giornata di ieri ha aperto un'indagine giudiziaria contro qualsiasi persona coinvolta in un omicidio o in crimini terroristici. "Questa azione legale rientra nell'articolo 83 della legge organica relativa alla lotta al terrorismo e al riciclaggio di denaro". ha detto Dali. Intanto a un'unità di sicurezza specializzata è stato affidato il caso per condurre ulteriori ricerche e indagini. La Tunisia ha subito condannato "con forza" l'attacco di Nizza, porgendo le condoglianze al governo e al popolo francese. In un comunicato stampa diramato si legge che viene rifiutata "ogni forma di terrorismo ed estremismo", mettendo in guardia contro "ogni strumentazione politica o ideologica della religione in correlazione con il terrorismo". Ed è stato inoltre chiesto di separare la religione dal flagello del terrorismo "in quanto fenomeno transfrontaliero".

Anche l'Italia si muove

Anche la procura italiana di Bari ha formalmente aperto un fascicolo per associazione terroristica sull'attentatore di origini tunisine, che sarebbe transitato nel capoluogo pugliese dopo essere sbarcato dalla nave quarantena Rhapsody. Roberto Rossi, il procuratore facente funzione, ha pure aperto un fascicolo conoscitivo modello 45 - ovvero senza indagati e senza ipotesi di reato - per quanto riguarda la procedura amministrativa in relazione al provvedimento di respingimento adottato nei suoi confronti.

Pare che Brahim Aoussaoui avesse riferito di voler passare la notte davanti alla chiesa di Nizza dove era arrivato da poco, ma non avrebbe dato segni di voler compiere un atto così drammatico: stando a quanto riportato dall'emittente panaraba "Al Arabiya", i familiari avrebbero riferito di averlo sentito per l'ultima volta in occasione del suo arrivo in Francia. La madre ha sottolineato che non le aveva parlato del folle progetto che aveva in mente. "Mi ha mandato una foto dal sagrato", ha fatto sapere il fratello. In precedenza il 21enne non avrebbe mai dato segni di radicalismo.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

rudyger

Sab, 31/10/2020 - 14:47

Ce lo dicono direttamente loro che questo era un attentato islamista ! i servizi segreti occidentali si fanno le seghe celebrali ? in che mani stiamo ! per fortuna che abbiamo la UE !