"Il mio antenato Alce Nero non è mai stato davvero cattolico"

L'attivista Lakota: "Per me conta la spiritualità. Era santo prima della Chiesa"

"Il mio antenato Alce Nero non è mai stato davvero cattolico"

"Rispetto mio zio George Due Sguardi, che ha iniziato il movimento per la santificazione", ma sulla causa avviata perché il capo Sioux Alce Nero possa entrare nella schiera degli uomini esempio della fede, la discendente Charlotte Black Elk, che al cristianesimo non si è mai convertita, rimanendo fedeli ai riti pagani, ha molti dubbi, che racconta in un lungo ritratto del leader spirituale amerindo pubblicato dal New Yorker.

"Ci sono Black Elks che sono cattolici e altri che non lo sono", spiega l'attivista alla rivista statunitense, aggiungendo di essere convinta che "i cattolici vogliano avere un legame con lui per lo status di cui gode all'interno della tribù", perché "era un famoso uomo dalla vita santa prima che i cattolici arrivassero, e lo rimase dopo".

Ma sulla sua conversione e sulla genuinità della sua fede cattolica, a cui si convertì nel 1904, prendendo il nome di Nicholas, Charlotte ha invece più di un dubbio. "Nella nostra famiglia ci sono storie di come avessero cercato di battezzarlo e lui si fosse nascosto sotto un letto e di un prete che gli versò addosso un secchio d'acqua e lo proclamò battezzato".

"Non credo che Alce Nero sia davvero mai stato un cattolico - dice ancora Charlotte -. A meno che una religione non sia nel tuo sangue non puoi abbracciarla del tutto". E sulla causa di beatificazione ha le idee altrettantochiare. "Non veneriamo persone od oggetti, veneriamo luoghi sacri con una storia spirtuale".

Luoghi come il Picco Alce Nero, a cui il Congresso ha dato il nome del suo antenato, o quella riserva nella Black Hills National Forest dedicata a lui. "Piuttosto che pensarlo santo, preferirei guardare a quel picco, sapere che porterà sempre il suo nome piuttosto che avere il so volto sun un santino".

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