Usa, alla sbarra i giornalisti che indagarono sulla vendita di feti

Due giornalisti americani sono finiti alla sbarra dopo un'inchiesta sul presunto mercato degli organi e dei tessuti dei feti abortiti. E i pro life combatto

Qual è il destino dei feti abortiti? La nostra storia parte da questa domanda. Ma non sarà facile trovare una risposta certa. David Deleiden e Sandra Merrit se lo sono chiesti. E attraverso un'inchiesta giornalistica hanno provato a fare luce su quella che rimane solo un'ipotesi, cioè sul fatto che alcuni tessuti ed alcuni organi di bambini abortiti finiscano all'interno di un mercato.

Bisogna parlare di eventualità. Perché il quadro non è ancora chiaro. Poi c'è quella svolta, il punto focale della notizia: ad essere alla sbarra negli Stati Uniti, ora come ora, sono proprio i due reporter. Il fronte pro life è dalla loro parte. Ma la giustizia americana, nello specifico quella californiana, ha comunque optato per attenzionare il caso, centrando tutto sui comportamenti messi in atto dal duo per provare a far emergere qualcosa di rilevante. E così il presunto mercato degli organi e dei tessuti dei feti dei bambini non nati, secondo la visione dei pro life, rischia di non essere affrontata a dovere. Per quanto del materiale video derivante da questo lavoro giornalistico, stando a parecchie ricostruzioni, esista. Ma cosa hanno messo in campo Deleiden e Merrit per finire in questa situazione?

Secondo quanto riportato da La Nuova Bussola Quotidiana, per esempio, il duo prese parte "sotto copertura alle riunioni annuali della National Abortion Federation, filmando attraverso videocamere nascoste i dialoghi avuti con dirigenti della Planned Parenthood e di aziende biotecnologiche variamente coinvolte nel traffico di tessuti e organi fetali". E alcune fonti riportano pure di come al duo venga contestata l'associazione a delinquere. Esistono quindi delle accuse cui dover rispondere.

Sullo sfondo permane pure una battaglia ideologica che, da anni, coinvolge conservatori e progressisti americani. Le politiche di Donald Trump hanno spostato a destra l'asse dell'approccio statunitense alla bioetica. E anche in relazione a questa vicenda la politica è stata in qualche modo chiamata in causa. Su Lifesite News, un altro sito che sta seguendo passo passo la cronistoria del caso, si trova scritto quanto segue: "Il procuratore generale di Obama, Loretta Lynch, ha richiesto l'indagine di giornalisti sotto copertura per la vita che hanno denunciato il traffico di Planned Parenthood". Siamo dinanzi un procedimento caldeggiato da una certa parte politica?

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