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Acqua nei polmoni degli anziani: cos'è e come si cura

Si chiama edema polmonare ed è una condizione clinica che si verifica nelle persone con problemi cardiaci. Quali sono i sintomi, come si cura e in quanto tempo si guarisce

Acqua nei polmoni degli anziani: cos'è e come si cura

Quando si parla di acqua nei polmoni ci si riferisce al ristagno di liquidi negli alveoli polmonari, ovvero, delle piccole strutture a forma di grappolo che hanno il compito di regolare lo scambio di ossigeno tra l'aria e il sangue. Si tratta di una condizione clinica, per lo più transitoria, che interessa soprattutto gli anziani con patologie cardiache pregresse. I fattori di rischio, però, possono essere molteplici così come la tipologia di intervento e le terapie variano da caso a caso.

Cos'è l'edema polmonare e quali sono i sintomi

radiografia al torace

L'edema polmonare, comunemente nota come "acqua nei polmoni", non è altro che un accumulo di fluidi nei polmoni. La pressione esercitata dai liquidi che ristagnano all'interno degli alveoli può essere tale da determinare un aumento della pressione nell'arteria polmonare e, talvolta, provocare una sofferenza a carico del ventricolo destro del cuore. Ne consegue che alcuni parti del corpo, come l'addome e le gambe, si gonfiano in modo anomalo per via della costrizione dei capillari polmonari.

Per quanto riguarda i sintomi, si manifesta con difficoltà respiratorie (fiato corto) che diventano particolarmente evidenti quando il corpo è in posizione supina (ad esempio a letto). Nello specifico, possono verificarsi rantoli o sibili associati, nella maggior parte dei casi, a sudorazione eccessiva e tosse. Non mancano poi, palpitazioni e dolore al petto.

Le cause

Polmoni

Le cause dell'edema polmonare possono essere molteplici. Fatta eccezione per la malattia cronica, il ristagno di liquido nei polmoni degli anziani è una condizione clinica associata a diverse patologie: in primis quelle cardiache.

Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di pazienti cardiopatici affetti, cioè, da cardiomiopatie (malattie che compromettono l'efficienza del cuore), problemi alle coronarie o alle valvole cardiache. Altre cause possono essere l'ipertensione, alcune patologie renali o la sindrome da stress respiratorio.

Per certo, l'edema polmonare non è prevedibile anche se, è bene precisarlo, una dieta equilibrata e uno stile di vita sano possono fare la differenza. Ciò detto, è molto importante tenere sotto controllo la pressione arteriosa e il colesterolo sottoponendosi a dei controlli periodici.

Diagnosi e terapia

farmaci

Per accertare la presenza di liquidi all'interno dei polmoni, bisogna effettuare una radiografia toracica (chiaramente previa consultazione di uno pneumologo e del proprio medico di base). Non è escluso, inoltre, che sia necessario sottoporsi ad altri esami specialistici per rilevare le cause di tale condizione. I più frequenti sono:

  • esami del sangue;
  • test della funzionalità renale;
  • elettrocardiogramma ed ecocardiogramma;
  • cateterismo dell'arteria polmonare (un esame che serve a monitorare le arterie polmonari).

Quanto alla terapia, vi sono diversi tipi di approccio. Il trattamento tempestivo, specie nei casi di forma acuta, prevede l'immediata somministrazione di ossigeno o, in extremis, la ventilazione assistita. Dopodiché si procede con la toracentosi: una procedura invasiva che prevede l'aspirazione dei liquidi dai polmoni mediante un'apposita canula introdotta nel torace del paziente.

Quanto alla terapia farmacologica, è prevista la somministrazione di farmaci (per via endovenosa) che riducono la presenza dei fluidi in eccesso mediante la diuresi e degli ipertensivi. I tempi di guarigione possono variare da 2 settimane a 2 anni. In alcuni casi, viene utilizzata anche la morfina per placare l'affanno respiratorio.

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