Kensington Palace rompe il silenzio sulla salute di Kate Middleton: come sta

Un portavoce di Kate Middleton ha chiarito che la principessa non potrà riprendere i suoi impegni pubblici finché non ci sarà un parere positivo in proposito da parte dello staff medico

Kensington Palace rompe il silenzio sulla salute di Kate Middleton: come sta
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Kate Middleton dovrà attendere ancora prima di tornare ai suoi doveri ufficiali. Un portavoce di Kensington Palace ha spiegato che le cure a cui la principessa si sta sottoponendo non le consentono, al momento, di riprendere la sua normale quotidianità e il suo lavoro. Tuttavia Kate continua a seguire le attività delle sue charity e a ricevere aggiornamenti sulle prossime iniziative filantropiche.

Un ritorno rimandato

“Non è previsto che la principessa [Catherine] ritorni al lavoro finché non avrà il via libera del team medico”, ha dichiarato il 21 maggio 2024 un portavoce di Kensington Palace, citato dalla Bbc. Il Palazzo ha rotto il silenzio per questo breve aggiornamento che non chiarisce esattamente le condizioni di salute di Kate, ma comunque rivelerebbe in maniera implicita un dato importante: la “chemioterapia preventiva” a cui si sta sottoponendo la principessa non le consentirebbe, almeno per ora, di presenziare ai numerosi impegni che il ruolo istituzionale comporta.

Avevamo intuito che il ritorno non sarebbe stato questione di settimane. Il primo comunicato ufficiale, risalente al 17 gennaio scorso, giorno dell’operazione all’addome di Kate, informava che la ripresa degli impegni sarebbe avvenuta “dopo Pasqua”. Quella nota, però, è stata superata dalla diagnosi di tumore, che ha alterato la previsione iniziale. Da gennaio 2024 Kensington Palace ha mantenuto il più stretto riserbo sulla salute di Kate senza sbilanciarsi sul suo possibile rientro al lavoro. È stata proprio la principessa del Galles, lo scorso 22 marzo, a rivelare la sua diagnosi, evitando, però, di scendere in dettagli riguardanti la natura del cancro.

I tabloid speravano che il Trooping The Colour, in programma per il prossimo 15 giugno, potesse essere l’occasione giusta per rivederla in pubblico. Ora, però, questa ipotesi diventa più incerta. Il portavoce, però, ha tentato di mitigare il dispiacere per questa prolungata assenza, chiarendo che la futura Regina non ha smesso di occuparsi delle cause a cui tiene di più, ma continua a seguirle da lontano, ricevendo regolari aggiornamenti.

“Entusiasta” delle nuove iniziative benefiche

La principessa del Galles, ha assicurato il suo portavoce, non ha mai smesso di lavorare. La malattia l’ha costretta ad annullare gli appuntamenti pubblici, ma non le ha impedito di portare avanti i suoi progetti umanitari. “La prima infanzia continuerà a essere centrale per il suo lavoro pubblico”, ha proseguito il rappresentante di Kensington Palace, ricordando che proprio in questi giorni alla moglie dell’erede al trono è stato consegnato il report del Royal Foundation Centre for Early Childhood, l’ente dedicato al supporto per la prima infanzia e la maternità.

Il produttore esecutivo dell’iniziativa benefica, Christian Guy, ha dichiarato che Kate sarebbe “entusiasta” dei risultati riportati nel rapporto e del fatto che la campagna organizzata dalla fondazione “sta andando avanti mentre lei si riprende”. Il portavoce ha sottolineato: “Il lavoro sui progetti del principe e della principessa va sempre avanti…la prima infanzia è una grande priorità per la principessa, quindi è stata tenuta costantemente aggiornata dello sviluppo del lavoro della task force e ha visto il report”.

Un insider, citato dal Daily Mail, ha affermato in proposito: “La principessa del Galles è il motore dietro l’attività del gruppo di lavoro”, lasciando intendere che, almeno da questo punto di vista, nulla sarebbe cambiato.

La notizia del rinvio del ritorno in pubblico di Kate sarebbe stata affiancata a quella relativa ai progetti umanitari che la principessa sta seguendo per rassicurare i media e le persone sulle sue condizioni di salute. Per rendere più concreta la speranza di una futura, completa ripresa del lavoro. Non è detto, però, che basti. Tutto dipenderà da quanto ancora durerà l’attesa, strettamente collegata ai risultati delle cure.

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