Nella Pasqua di guerra, con esplosioni a Gerusalemme mentre per chi crede Cristo risorge, ripetiamo che questa è una guerra del petrolio. Lo sarà anche, gli aerei avranno le loro limitazioni e noi i nostri aumenti.
Su cui il governo si muove, fortunatamente non più solo, visto che almeno stavolta qualcuno in Europa ci ascolta e si muove di conseguenza. Ma dentro questo conflitto ci sono visioni della libertà diverse, con alleanze fra Paesi che odiano la democrazia e fra partiti politici che nel nome dell’integrazione in questi anni hanno consentito a organizzazioni illiberali e terroriste, come i Fratelli musulmani, di gestire di fatto l’immigrazione islamista in cambio di voti e supporto politico.
La Francia è l’esempio, l’Italia è messa un po’ meglio ma su quella strada. Che va fermata. Non in nome di Gesù Cristo risorto ma di quei valori che la sinistra ripete sempre in piazza, ma ha dimenticato nella quotidianità elettorale. A partire dai diritti delle donne e di quegli omosessuali che appartengono a visioni del mondo distanti dalle bandiere di Hamas che sventolano nei loro cortei. Non significa che la sinistra sia questo. Ma che la tentazione di cedere all’ossessione interna contro Giorgia Meloni le abbia fatto perdere di vista il centro del campo democratico è un fatto.