L'esecutivo fa quadrato attorno alla presidente del Consiglio, dopo gli insulti pronunciati dal conduttore russo Vladimir Solovyov. "Difendo Giorgia Meloni e il governo italiano da qualsiasi attacco", ha affermato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a Firenze a margine dell'evento Italiainsieme. Turismo accessibile e territorio. "Si tratta di soggetti privati, ciascuno guardi a casa sua", ha aggiunto il leader del Carroccio. "Se dovessi commentare gli insulti che mi vengono quotidianamente rivolti in televisione, passerei le mie giornate a occuparmi di chi mi insulta, non in Russia, ma in Italia. Fortunatamente lavoro e non mi occupo di questo". Il vicepremier ha anche escluso la possibilità che la vicenda possa avere ricadute su eventuali accordi con la Federazione sul tema energetico.
Nel frattempo, l'ambasciatore di Mosca in Italia Alexey Paramov è stati ricevuto alla Farnesina, a seguito della convocazione voluta dal titolare del dicastero Antonio Tajani per protestare contro le dichiarazioni del conduttore televisivo russo. Stando a quanto si apprende, il ministero degli Esteri ha manifestato profonda indignazione per le inaccettabili offese rivolte alla premier. Il rappresentante diplomatico del Cremlino, da parte sua, ha a più volte ripetuto durante l'incontro di essersi dissociato dalle affermazioni di Solovyov già nella serata del 21 aprile. Paramov ha anche ribadito che il governo e le istituzioni della Federazione non hanno mai, in alcun modo, attaccato Giorgia Meloni. "Innanzitutto, Giorgia Meloni è un capo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare, guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni e, per tutto questo tempo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell’Italia", aveva già dichiarato in precedenza. "A differenza di alcuni membri della leadership italiana che, talvolta, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa in generale".
La premier Meloni ha già risposto personalmente alle dichiarazioni del conduttore russo nella serata di martedì.
"Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada", ha affermato. "Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini"