Un'ondata di migranti in arrivo: i numeri che fanno paura

I dati di Frontex sugli arrivi dei migranti sono quelli che rasentano l'emergenza. Ma da una parte della politica arrivano accuse verso l'agenzia

Un'ondata di migranti in arrivo: i numeri che fanno paura

Numero degli sbarchi sempre più in aumento, crisi migratoria sempre più marcata nel nostro Paese, sistema di accoglienza vicino al collasso: è questo il quadro allarmante tracciato da Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. Una situazione che preannuncia un exploit degli sbarchi in vista dell’estate ormai prossima. Eppure Frontex è sempre nel mirino delle forze progressiste in Europa

L’allarme sugli ingressi illegali

È un rendiconto che non preannuncia nulla di buono quello tracciato da Frontex in materia di flussi migratori in ambito europeo durante questa primavera. Numeri che aprono gli scenari di un’estate difficile da gestire per via di continui sbarchi che interessano il Mediterraneo centrale e che vedono l’Italia sempre più protagonista di approdi di emergenza. In totale, in questa prima parte del 2020, il numero dei migranti che illegalmente sono approdati nei vari Paesi dell’Ue sono stati pari a 36.100. Un terzo in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, momento in cui l’immigrazione ha avuto un calo per effetto del Covid. Se poi si prende in considerazione il mese di aprile, i flussi illegali hanno fatto registrare una presenza di 7.800 stranieri con un aumento che si è quadruplicato rispetto all’aprile del 2020. E in Italia? Qui i migranti arrivati sono principalmente quelli partiti dall’Africa settentrionale. Ad aprile sono sbarcati 1.550 stranieri, circa il doppio di quelli dello stesso periodo dello scorso anno. Secondo i dati pubblicati da Frontex,nei primi quattro mesi del 2021 il numero dei migranti giunti in Italia è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2020, con 11.600 presenze. Quelle dei tunisini e degli ivoriani, secondo l’Agenzia europea, sono le cittadinanze predominanti.

Frontex al centro delle polemiche

Dati allarmanti quelli di Frontex. Ma c'è chi, in Europa e in Italia, vorrebbe ridimensionare la portata del problema immigrazione. Basta guardare ad esempio alle dichiarazioni rilasciate lunedì da Pia Kohors, rappresentante dei Verdi al Parlamento europeo: “Abbiamo prove recenti – ha espresso la deputata – che Frontex sta lavorando con la guardia costiera libica nei respingimenti illegali di migranti,cosa che è totalmente inaccettabile”. L'accento è stato posto dunque su presunte collaborazioni dell'agenzia con i libici e su possibili responsabilità circa i recenti morti in mare. Un copione già visto in altre occasioni. Frontex a gennaio è stata accusata, sia dai Verdi che dai Socialisti e Democratici, di aver aiutato la marina greca ad attuare respingimenti, anche in qualche caso giudicati illegali, verso la Turchia nei primi mesi del 2020.

Frontex oramai è caduta preda delle polemiche politiche – ha sottolineato una fonte diplomatica su IlGiornale.it – da sinistra viene vista come un'agenzia di destra. Dunque ogni occasione è buona per richiamare a presunte violazioni del diritto internazionale”. Mesi fa alcuni deputati europei avevano anche chiesto la testa del presidente dell'agenzia, il francese Maurice Leggeri: “Anche dentro Frontex c'è la convinzione – ha dichiarato la fonte diplomatica – che una parte del mondo politico abbia preso una posizione ideologica contro l'agenzia”. Ad aprile altre polemiche sono divampate dopo la nomina, all'interno del Cda di Frontex, di un rappresentante ungherese e del capo della Polizia di frontiera croata, Zoran Niceno. Nomi visti con ulteriore sospetto soprattutto da sinistra. Da qui anche le più recenti polemiche, inquadrabili come un vero e proprio contrattacco politico.

L’allarme flussi illegali confermato dal Viminale

Al netto delle polemiche sui dati resi noti da Frontex, un’altra fonte dalla quale emerge il quadro generale della situazione in Italia è tracciato dal ministero dell’Interno nella sua pagina on line. Qui è possibile vedere infatti il numero degli arrivi con aggiornamento quotidiano. E la cifra che emerge alla data del 17 maggio del 2021 non è per niente rassicurante: 13.303 gli arrivi rispetto ai 4.305 dello stesso periodo dello scorso anno. Un 2021 iniziato sin da subito con l’invasione di migranti lungo le coste meridionali italiane, con maggior concentrazione a Lampedusa. Nonostante i primi mesi del nuovo anno siano stati quelli più terribili sotto il profilo sanitario a causa della pandemia, i migranti,rispetto ai primi mesi del 2020, hanno comunque intrapreso i viaggi della speranza. La cronaca degli ultimi giorni ci racconta come non ci siano limiti alle partenze dall’altra parte del Mediterraneo di fronte invece ai limiti di un’Italia che non è pronta a gestire numeri di così grande importanza, specialmente se concentrati nell’arco di poche ore. Il maxi sbarco avvenuto a Lampedusa tra il 9 e il 10 maggio scorsi con circa 2400 migranti, è un esempio di come il meccanismo dell’accoglienza possa essere messo in ginocchio senza alcun preavviso. E in tutto questo l’Italia che contava sull’appoggio dell’Europa, ha ricevuto soltanto silenzio.

Lo spettro del 2017

Già da settimane il governo italiano è preoccupato dalle nuove impennate di sbarchi. Il problema immigrazione, nel momento dell'insediamento dell'esecutivo di Mario Draghi, era stato messo in secondo piano. Le priorità erano altre, a partire dal superamento dell'emergenza coronavirus. L'attualità ha quindi riproposto drammaticamente la questione. Anche perché i problemi per il presidente del consiglio sono duplici: da un lato c'è il fronte interno, con Pd e Lega distanti sulle soluzioni da attuare e una sintesi molto difficile da raggiungere, dall'altro c'è invece quello esterno con l'Ue ancora una volta quasi assente e con l'instabilità nordafricana che rischia di far ulteriormente decollare le cifre degli sbarchi.

Incombe, in poche parole, lo spettro del 2017. Ossia dell'anno più nero sul fronte immigrazione, quello che ha costretto anche il centrosinistra all'epoca al governo, con Gentiloni a Palazzo Chigi e Minniti al Viminale, ad attuare i primi accordi con i libici. I numeri, rispetto ad allora, sono ancora molto più bassi. Basti pensare che dal primo gennaio al 30 aprile 2017 erano sbarcati più di 60mila migranti. A fine anno la cifra totale è stata di 119.310 migranti irregolari approdati. Il trend tuttavia, in proporzione ai minimi raggiunti tra il 2019 e il 2020, va verso questa direzione. E con i nodi politici e internazionali non ancora risolti, il timore che l'estate 2021 assomigli a quella di quattro anni fa è sempre più reale.

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