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"Ho sperato nel tycoon, ma ormai non ha più limiti"

L'ex governatore veneto Luca Zaia: "L'Europa esca dalla sudditanza verso la Casa Bianca"

"Ho sperato nel tycoon, ma ormai non ha più limiti"

Luca Zaia, ex ministro, ex presidente del Veneto per più di quindici anni, oggi tra i maggiori esponenti e punti di riferimento della Lega. Quando si parla di nuovi ministri, Luca Zaia è sempre il primo a essere citato.

Come giudica l'attacco diretto di Trump alla premier italiana?

"Una cosa vergognosa. Tutta la mia solidarietà a Giorgia Meloni. È arrivato il momento di confermare che c'è un'alleanza atlantica, che siamo stati tra i fondatori della Nato, che De Gasperi nel 1947 andò a Washington a suggellare e confermare l'alleanza strategica con gli Usa. Ma"

Ma?

"Ho l'impressione che Trump non interpreti lo spirito repubblicano americano".

Cosa interpreta Trump?

"Solo il trumpismo, che è un'altra roba. E lo dice uno che ha sperato tanto in Trump

Ha fatto bene Giorgia Meloni a condannare l'attacco violento di Trump al papa?

"Al 100% ha fatto bene. Ci sono delle no fly zone in politica che sono di natura etica. Dico di più: di educazione, di stile, di civiltà. Quando una persona oltrepassa quel limite vuol dire che è una persona che non ha limiti".

Cosa sta accadendo sullo scenario internazionale?

"Ci sono due guerre in corso. Quella tragicissima, delle morti, delle stragi, delle bombe, delle devastazioni"

Come la definirebbe?

"Come la definiva Hemingway: la guerra è il contesto nel quale gli uomini peggiori mandano a morire gli uomini migliori".

La seconda guerra qual è?

"È una guerra più light, meno sangue, ma che si sente ovunque e fa grandi danni: l'economia di guerra".

C'è una rottura tra Casa Bianca e mondo cattolico?

"La rottura c'è con Trump. Io penso che repubblicani e democratici americani siano su posizioni molto diverse da quelle di Trump".

Cosa deve fare l'Europa?

"Uscire dalla sudditanza. Ora subisce tutto quello che accade. Non va bene. L'Europa è il più florido mercato al mondo. L'Europa deve guardare quello che sta accadendo e capire che deve aumentare il proprio standing, deve avere una dimensione politica, senza complessi di inferiorità. L'Europa non è guerrafondaia, l'Italia è contro la guerra per Costituzione".

E quindi?

"Da queste posizioni l'Europa deve confrontarsi alla pari con gli americani e i cinesi".

La morale e la politica sono categorie non comunicanti o invece devono dialogare?

"Devono andare insieme. Io aggiungo anche l'etica. Il potere è un esercizio che si realizza in nome del popolo. Il popolo, diceva Rousseau nel Contratto sociale, ti dà la delega, e quando non lo rappresenti più ti toglie la delega. Vedi cosa è successo con Orban. Sono convinto che nelle elezioni di mid-term, te lo dice un filoamericano, il popolo, come prevedeva Rousseau, toglierà la delega".

I rapporti tra gli Usa e l'Italia si stanno deteriorando?

"Ha ragione Meloni quando dice che i rapporti con gli Usa sono una cosa, i rapporti col presidente di turno un'altra cosa. Il nostro rapporto con gli Usa è indiscutibile. Noi senza l'intervento americano non avremmo avuto la democrazia".

Il blocco di Hormuz rischia di mandare a gambe all'aria l'economia occidentale?

"Sì. L'Italia esporta, è un paese globale. Noi abbiamo a Hormuz le nostre navi bloccate".

In questa situazione sarebbe giusto riaprire i rapporti con la Russia sul gas?

"Lo ha detto l'ad di Eni De Scalzi. La guerra tra Russia e Ucraina è scoppiata nel 2022. Sono passati quattro anni. Non possiamo andare avanti con le sanzioni all'infinito".

Meloni e il sostegno a Israele che non è più un sostegno pieno. Giusto?

"Noi abbiamo sempre difeso le ragioni degli ebrei dopo la Shoah. Dopodiché siamo nel 2026 e se qualcosa non funziona è giusto dirlo. Ha fatto bene Meloni. Lei ha molto aumentato il prestigio internazionale dell'Italia. Bisogna avere il coraggio di non avere posizioni prone alle decisioni degli altri. Siamo il paese più bello al mondo, siamo il paese della creatività, del made in Italy, della moda, del gusto, dell'arte: non possiamo avere complessi di inferiorità".

Perché la Lega ha deciso di convocare una grande manifestazione di popolo a Milano?

"Io ci sarò. Penso che sia sacrosanta. Sono europeista, lo sono sempre stato, Coerentemente dico che il modello di gestione di questa Europa non mi va bene. Non è questa un' Europa politica, non è Europa dei popoli, è in mano ai burocrati e sta facendo figuracce. Sarà la manifestazione di chi crede nell'Europa non di chi non crede".

Il suo nome circola tra i giornali, si dice che sarà ministro.

"Ciclicamente mi candidano a tutto: lavoro giorno dopo giorno, concentrato su quello che sto facendo".

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