Erano giuste le due sentenze che assolsero Alberto Stasi per il delitto di Garlasco, e furono invece drammatici errori giudiziari le decisioni della Cassazione e della Corte d'appello di Milano che lo giudicarono colpevole di avere ucciso la sua fidanzata Chiara Poggi. È questa la conclusione cui è arrivata ufficialmente la Procura della Repubblica di Pavia, intenta ormai da quasi tre anni a riscrivere l'inchiesta sul delitto del 13 agosto 2007. La svolta attesa da mesi arriva ieri mattina, quando il procuratore della Repubblica di Pavia Fabio Napoleone incontra il procuratore generale di Milano Francesca Nanni e la sua vice Lucilla Tontodonati. È per legge la Procura generale a dover decidere se chiedere la revisione della condanna che inflisse a Stasi sedici anni di carcere per omicidio volontario, ritenendo provato "aldilà di ogni ragionevole dubbio" che sia stato lui quella mattina a recarsi a casa di Chiara, massacrandola con un arma mai trovata e per un movente mai scoperto. Quella sentenza fu un errore, spiega ieri Napoleone alle colleghe milanesi: "Per noi Stasi è innocente".
Napoleone illustra brevemente come è arrivato, insieme al suo "aggiunto" Stefano Civardi, a riscrivere completamente il caso, e a escludere la presenza di Stasi dalla scena del crimine. La vera, approfondita spiegazione dello stato delle nuove indagini sarà contenuta in una informativa che la Procura di Pavia si accinge a trasmettere alla Nanni. In quel documento, che si annuncia ponderoso, verranno riferite tutte le svolte inanellate finora dall'inchiesta a carico di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, e divenuto oggi il nuovo sospettato per il delitto. Ci saranno gli elementi già noti, emersi nel corso degli incidenti probatori come il Dna di Sempio sotto le unghie della vittima, e altri ancora coperti da segreto, come le Bpa (le analisi delle tracce di sangue) firmate dai carabinieri del Ris e la consulenza medico legale della specialista Cristina Cattaneo. È nella relazione della Cattaneo che è contenuto - secondo quanto trapelato finora - l'elemento decisivo per escludere la colpevolezza di Stasi: lo spostamento dell'orario della morte di Chiara. Non fu un delitto-lampo, come sostenevano le condanne che hanno condannato Stasi. Chiara rimane a lungo a terra, dopo essere stata colpita la prima volta. Probabilmente, l'assassino la crede già morta. Quando invece si riprende, viene colpita nuovamente, con ferocia. Tutto questo non può essere accaduto nella manciata di minuti ipotizzata dalle prime sentenze. Quando alle 9,35 Alberto si trova certamente a casa sua, dove riaccende il computer, la sua fidanzata era ancora viva, nelle mani del vero assassino.
Adesso cosa accade? La decisione è nelle mani della Nanni, che ieri spiega "dobbiamo ovviamente prima studiare le carte, non sarà uno studio né veloce né facile". Si annunciano tempi più lunghi di quanto si aspettava Alberto Stasi, che intanto continua a scontare la sua pena: l'ipotesi di una sospensione urgente della sua carcerazione nell'incontro di ieri non è stata avanzata.
E forse anche più lunghi di quelli che si aspettava la Procura di Pavia, che ora dovrà scegliere se aspettare le decisioni della Nanni su Stasi: o se tirare nel frattempo le fila dell'indagine a carico di Sempio, chiedendo di processarlo come il vero colpevole del delitto.