"Serve una legislazione europea": la svolta di Salvini sui migranti

Mentre prende forma il governo Draghi, all'orizzonte appaiono già i primi nodi sul fronte immigrazione. I sindaci siciliani iniziano a pressare per rendere il tema centrale nel prossimo esecutivo. E la Lega ora chiede una gestione europea

"Serve una legislazione europea": la svolta di Salvini sui migranti

Nella settimana in cui si è aperta la strada per il nascente governo Draghi, da Lampedusa sono arrivate indicazioni ben precise: l’immigrazione ha fatto già sentire il suo peso con tanti sbarchi conteggiati negli ultimi giorni. Non solo arrivi autonomi, le spine per il futuro esecutivo arrivano anche dalle attività delle Ong. Quale sarà la linea sul tema che prenderà il nuovo inquilino di Palazzo Chigi? Una domanda la cui risposta non è affatto semplice: la nuova maggioranza dovrebbe comprendere sia il Pd che la Lega, due partiti agli antipodi ma con Salvini pronto ad una svolta europeista.

Febbraio: campanello d’allarme sul fronte immigrazione

Sul fronte dell’immigrazione il 2020 si è caratterizzato per l’arrivo di stranieri che, contrariamente al 2019, hanno fatto registrare numeri imponenti con un sistema d’accoglienza pieno di falle. La situazione per il nuovo anno non lascia presagire nulla di buono se si considera quanto è accaduto nella prima settimana di febbraio. Tra i giorni 4 e 5 sull’Isola maggiore delle Pelagie sono arrivati 300 migranti tunisini e libici. Il loro arrivo ha reso necessaria l’apertura dei posti letto all’interno della nave quarantena “Allegra” in supporto alla Rhapsody che attualmente è al completo e si trova in rada a Porto Empedocle. Giorno 6 ne sono arrivati altri 169 e 67 nelle 24 ore successive. A questi si aggiungono i 422 migranti imbarcati dall’Ocean Viking a largo della Libia e fatti sbarcare ad Augusta giorno 8. Dunque, facendo il resoconto della prima settimana del mese, sono quasi mille i migranti approdati nelle coste italiane. Una cifra che va di pari passo con quella dei 1.039 stranieri arrivati in tutto il mese di gennaio. A favorire l’avvio dei viaggi della speranza dall’altra parte del Mediterraneo sono state tra le altre, anche le condizioni meteorologiche miti. Questo fa quindi pensare che in assenza di condizioni climatiche avverse ci si deve aspettare un trend di arrivi che non differisce molto da quello appena registrato. Intanto nel Mediterraneo centrale sta operando anche la nave Astral di Open Arms e chissà se nei prossimi giorni non arrivino delle “sorprese” per l’Italia.

Le navi Ong scaldano i motori

Se da una parte preoccupano gli arrivi autonomi da parte dei migranti, dall’altra non si può negare il ruolo fondamentale delle Ong sull’incremento dei numeri degli stranieri. I 422 migranti sbarcati ad Augusta dalla Ocean Viking non sono gli unici arrivati nel 2021 in Italia attraverso l’intervento delle Organizzazioni Non Governative. La nave dell'Ong francese Sos Mediterranée già a fine gennaio aveva portato ad Augusta altri 363 migranti, mentre il 5 gennaio Open Arms ne aveva fatti sbarcare 265 a Porto Empedocle. E per i prossimi mesi quale sarà il ruolo di queste imbarcazioni? Dal momento che in molte hanno riscaldato i motori si presume che la loro attività sarà più intensa con il battesimo di nuovi mezzi. Arrivano infatti novità dall’Ong italiana Mediterranea Saving Humans che accanto alla Mare Jonio sta affiancando la Mare Jonio 2. Quest’ultima avrà una capienza maggiore e strumenti tecnologici all’avanguardia. Il mezzo, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere pronto ad aprile e stazionare a largo del nord Africa. A lavoro anche i cantieri tedeschi per la realizzazione della Sea Eye 4, anch’essa progettata per accogliere il maggior numero di ospiti e che, dovrebbe salpare proprio in questo mese.

Una situazione che rischia di peggiorare

Buona parte degli ultimi barconi sbarcati sono salpati dalla Libia. A confermarlo non sono stati soltanto i racconti dei migranti giunti a Lampedusa, ma anche una nota dello scorso venerdì diramata dall'Oim: “Più di mille persone sono partite dalle coste libiche nelle ultime ore”, si leggeva nel comunicato. E questa è una delle novità più critiche per l'Italia. Fino a pochi giorni fa la vera rotta da tenere in considerazione era quella tunisina. È da questa tratta che nel 2020 è arrivato il 42% dei migranti sbarcati illegalmente in Italia. Una preoccupazione legittimata ulteriormente dalle condizioni economiche in cui versa il Paese nordafricano, in cui l'azzeramento del turismo per via dell'emergenza coronavirus ha creato un drammatico aumento della disoccupazione specie tra i più giovani.

Adesso invece gli occhi sono tutti sulla Libia. Qualcosa qui sta mutando repentinamente. L'impennata di partenze non è mai casuale quando di mezzo ci sono le organizzazioni di trafficanti che operano in Tripolitania: “Per ora in Libia sono in corso contrattazioni per la formazione di un nuovo esecutivo – ha dichiarato una fonte diplomatica a IlGiornale.it – In questo contesto potrebbero maturare prove di forza tra le milizie che passano anche dal mettere in mare più barconi possibili”. Ma non solo: l'impressione, trapelata ancora da fonti diplomatiche, è che si sia attivato un “passaparola” lungo le coste libiche che sta contribuendo all'impennata di partenze verso l'Italia. E non è da escludere un altro nesso di casualità, ricollegabile questa volta al cambio di governo a Roma e alla necessità degli scafisti di lanciare segnali al nostro Paese.

L'imbarazzo del Pd, la svolta europeista della Lega

Quando nel settembre 2019 si è insediata la nuova maggioranza giallorossa, composta da Pd e M5S, subito si è invocata la discontinuità sull'immigrazione rispetto all'operato di Matteo Salvini quale ministro dell'Interno. Un anno dopo, il Conte II ha infatti spazzato via i decreti sicurezza promettendo al contempo un'azione “più costruttiva” in Europa in ambito migratorio. I fatti hanno poi rivelato un palese fallimento: a gennaio anche l'attuale ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha dovuto ammettere un certo isolamento italiano in seno all'Ue e i numeri dei migranti approdati nel 2020 è triplicato rispetto al 2019. Il sì alla Lega a Draghi, ha messo in subbuglio il Pd. Tanto da paventare un appoggio esterno dei dem al nascente esecutivo. Anche perché dal Carroccio sono pronti a una svolta europeista sul tema: “Sul tema immigrazione proporremo l'adozione della legislazione europea – ha dichiarato Salvini nelle scorse ore – A noi va bene che l'immigrazione in Italia sia trattata come è trattata in Francia e in Germania, con le stesse regole. Bisogna coinvolgere l'Europa in quello che non è un problema solo italiano”. Una dichiarazione che rischia di spiazzare ulteriormente il Pd.

La sfida per Draghi è trovare una sintesi tra le due posizioni. E nel frattempo i sindaci in Sicilia iniziano a scalpitare: “Chiederemo un incontro al nuovo governo perché non ci si può voltare dall'altro lato di fronte a quello che accade nel Mediterraneo – ha dichiarato all'AdnKronos il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare – La questione deve diventare un problema dell'Unione Europea, deve essere messo al centro dell'agenda politica”. Frasi arrivate a poche ore dall'appello del sindaco di Lampedusa, Totò Martello: “Il prossimo governo – ha dichiarato il primo cittadino – non può permettersi di avere una posizione ambigua su un tema così delicato”.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti